CEMENTO ILLEGALE. Pronta una legge regionale che, con l'avvallo del Pdl e del Pd, passerebbe un colpo di spugna sugli scempi già sanzionati con sentenze penali definitive. (Stefano Deliperi, Gruppo d'Intervento Giuridico) Il 13 novembre 2012 è una data da ricordare. 4-500 persone, provenienti dall'Ogliastra e dal Nuorese, hanno manifestato sotto il Consiglio regionale per "pretendere" l'approvazione di una proposta di legge che eviti la demolizione dei loro abusi edilizi, in conseguenza di sentenze penali passate in giudicato. In un contesto sociale così disgregato ed egoista come quello della Sardegna attuale - sempre più Sardistàn - non stupiscono tanto gli abusivi che blaterano di "legge non uguale per tutti" (come scritto in alcuni cartelli), quanto piuttosto i nostri così poco "onorevoli" che li ricevono e che promettono il massimo interessamento per perorare la causa dell'illegalità. Mentre migliaia di lavoratori sulcitani ormai sul lastrico manifestavano con disperazione per chiedere un futuro lavorativo, gli onorevoli capigruppo consiliari pensavano ad assicurare una corsia preferenziale per la leggina salva-abusivismo edilizio. Con ansia, l'onorevole ogliastrino Francesco Sabatini (Pd) ha chiosato senza pudore: «Mi preoccupano soprattutto le famiglie che dall'oggi al domani potrebbero ritrovarsi senza un tetto», senza alcun cenno al fatto che non si comprende come mai non potevano farsi una casa legalmente, né agli infiniti casi di abusivismo edilizio speculativo, tantomeno alle decine di migliaia di fessi ogliastrini, nuoresi, semplicemente sardi, rispettosi della legge. L'agognata proposta n. 423 del 2012, primo firmatario l'onorevole Angelo Stochino (PdL), è soltanto l'ennesima vergogna da parte di una Regione incapace di gestire nella legalità e correttamente il proprio territorio. In sintesi, la proposta di legge prevede l'adozione di piani di risanamento - chiamati eufemisticamente "piani di riqualificazione paesaggistica" - per le aree dove gli abusi edilizi rappresentino anche solo 0,20-0,10 metri cubi su metro quadro di terreno. Pure dove non c'è alcuna vera compromissione del territorio. Da Testimonzos (Nuoro) e le coste ogliastrine la sanatoria si estenderebbe, per magìa legislativa, agli abusi edilizi di Medau su Cramu, nel parco naturale di "Molentargius-Saline", a quelli realizzati nelle campagne quartesi e selargine, a varie altre situazioni analoghe per la felicità degli speculatori immobiliari. Perché quest'onorevole demolizione della legalità? A settembre sono stati notificati decine di preavvisi di demolizione di abusi edilizi da parte della Procura della Repubblica di Lanusei. Ormai sono riprese le demolizioni, altre 60 rispetto alle 44 già effettuate in primavera (più un'altra ventina di autodemolizioni) e alle circa 200 complessivamente da eseguire riguardanti altrettanti casi di abusivismo sui litorali ogliastrini, in particolare nei territori comunali di Tortolì, Tertenia, Barisardo, Baunei. Le operazioni di demolizione sono state avviate a iniziare dalla costa di Tortolì, dove nel corso del 2011 e del 2012 sono stati eseguiti - sempre su disposizione della Procura - sequestri preventivi di lottizzazioni abusive con complessivamente oltre 300 unità immobiliari, realizzate sotto gli occhi e nel silenzio dei Comuni e della Regione. Le associazioni ecologiste Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra, e migliaia e migliaia di sardi onesti, esprimono il loro più forte sostegno all'attività di ripristino ambientale e della legalità condotta dalla magistratura ogliastrina, in particolare, dal procuratore Domenico Fiordalisi. E pubblicizzeranno, ovviamente, i nominativi di tutti gli onorevoli che approveranno tale ignobile proposta di legge finalizzata alla legalizzazione dell'abusivismo edilizio.