Per il docente di archeologia classica alla Normale di Pisa: "C'è spazio per tutti, chiudersi non avrebbe senso" Salvatore Settis "A Pompei benvenuti gli stranieri se portano qualità e denaro" Salvatore Settis ROMA - "È una notizia positiva. A differenza di altri casi, a Pompei non c'è l'intervento di un privato: il progetto prevede solo università e istituti di ricerca. E, soprattutto, è stato messo a punto nei dettagli con la Soprintendenza ". Il piano di due università tedesche, la Technische Univesitat di Monaco di Baviera e l'istituto Fraunhofer di Stoccarda, per restaurare Pompei piace a Salvatore Settis, docente di archeologia classica alla Normale di Pisa. Professore, ancora un volta per salvare il patrimonio culturale italiano servono soldi stranieri? "Non è così. Il finanziamento tedesco è di 10 milioni, poi ce ne sono altri 105 che sono per la maggioranza italiani, una parte più piccola viene dall'Unione europea. È che a Pompei non basterebbero i miliardi, data la straordinarietà del sito, per cui ben vengano fondi di altri Paesi che, peraltro, non hanno scopodi lucro, ma vogliono solo mettere a disposizione le proprie competenze. Anche nel progetto di Ercolano, ammirevole e perfetto, ci furono i soldi del magnate americano Packard, un privato che lo faceva, però, per passione, senza voler guadagnare un euro. Così anche questo progetto dell'università di Monaco ha il vantaggio di essere aperto a tutti, anche perché le cose da fare a Pompei sono tantissime. Non si finisce mai. Non c'è un altro luogo al mondo in cui sia possibile ricostruire così bene la civiltà antica". Ma allora dobbiamo pensare che i tedeschi siano più bravi di noi? "Voglio precisare che il progetto è stato scritto anche da Anna Anguissola, archeologa italiana che lavora in Germania. Peraltro, tre istituti italiani partecipano al piano e ogni singola decisone è stata presa con la Soprintendenza. Io credo sia virtuoso che quando parte qualcosa di buono gli altri si aggiungano, mettendo a disposizione voglia di fare e conoscenze. La scienza non ha confini. A Pompei, poi, c'è posto per tutti". Eppure lo slogan tedesco sul sito dell'università è "Sottrarre Pompei al secondo seppellimento", come se fossero loro a salvare gli scavi. "L'unico scopo di una frase del genere è di fare fundraising, perché i dieci milioni ancora non sono stati trovati: per questo cavalcano l'ondata di preoccupazione dell'opinione pubblica seguita ai crolli. Lo scopo è trovare i fondi per avviare i restauri".
SALVARE IL PATRIMONIO ARTISTICO - Salvatore Settis "A Pompei benvenuti gli stranieri se portano qualità e denaro"
Il docente di archeologia classica Salvatore Settis sostiene che il piano di due università tedesche per restaurare Pompei è una notizia positiva. Il progetto prevede l'intervento di università e istituti di ricerca, non di privati, e Settis afferma che il finanziamento tedesco è di 10 milioni di euro, con altri 105 milioni provenienti da fonti italiane e dell'Unione europea. Settis sostiene che il progetto è aperto a tutti e che la scienza non ha confini. Tuttavia, Settis critica lo slogan tedesco "Sottrarre Pompei al secondo seppellimento", che secondo lui è un tentativo di fare fundraising.
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