PORTO AZZURRO Si chiama Tifone e arriverà nelle acque del'Isola d'Elba. Si tratta un robot destinato alle ricerche in mare nell'arcipelago e nella Toscana. E proprio davanti a Livorno sono state effettuate le prove del piccolo robot sottomarino autonomo messo a punto con il progetto Thesaurus (Tecniche per l'esplorazione sottomarina archeologica mediante l'utilizzo di robot autonomi in sciami) che prevede la progettazione e la sperimentazione di robot subacquei autonomi per la ricognizione di fondali di interesse archeologico con strumenti ottici, acustici e magnetici sotto la direzione della soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana. Questi veicoli leggeri e a basso costo sono programmabili dalla superficie ed utilizzabili fino a 300 metri di profondità per individuare e filmare reperti e relitti archeologici. Un modo per censire l'immenso patrimonio che ancora giace sui fondali del mare toscano, prima fase per la loro tutela e salvaguardia. Area di applicazione sono le acque della provincia di Livorno, ricche di testimonianze archeologiche antiche e moderne, di cui sarà possibile ricostruire le vicende grazie alle foto archivistiche e alle applicazioni tecnologiche elaborate nel progetto. Ci sono infatti siti di cui grazie ad alcuni filmati è possibile documentare la difficile accessibilità e la fragilità dei reperti oltre alla difficoltà della loro tutela. Tra gli altri si parla di Punta del Nasuto, fuori Marciana Marina, che conserva i resti di una nave cisterna adibita al trasporto di vino sfuso o del relitto di Pianosa, presso l'isolotto della Scola, che conserva un giacimento di circa un centinaio di anfore. Il team di ricerca riunisce competenze derivanti dal'ingegneria, dall'informatica, dalla matematica, dall'archeologia e della tutela dei beni culturali. Antonella Danesi
ARCHEOLOGIA - Un robot subacqueo per scoprire i relitti nei fondali dell'isola
Il progetto Thesaurus, finanziato dalla Regione Toscana, mira a sviluppare robot sottomarini autonomi per la ricognizione di fondali di interesse archeologico in Toscana. Il robot, chiamato Tifone, sarà utilizzato nelle acque dell'Isola d'Elba e nella Toscana. Il progetto prevede la progettazione e la sperimentazione di robot subacquei autonomi per individuare e filmare reperti e relitti archeologici. L'area di applicazione sono le acque della provincia di Livorno, ricche di testimonianze archeologiche antiche e moderne. Il team di ricerca riunisce competenze in ingegneria, informatica, matematica, archeologia e tutela dei beni culturali.
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