Il relitto di una nave del Settecento (con tanto di ancore e cannoni) e quel che resta di un'altra affondata nella Seconda guerra mondiale (quest'ultima su un fondale di 22 metri tre miglia a sud della diga foranea del porto) sono stati "radiografati" nel nostro mare - fra Vada e Livorno - nel corso dell'operazione "Archeomar" condotta dall'inizio dell'estate dalla e operazioni della Marina Militare e del ministero per i Beni culturali: al centro dell'attenzione l'idea di censire e predisporre strumenti di tutela del grande patrimonio culturale rimasto in fondo al mare. Sono statil cacciamine Numana e la nave idrografica Galatea a mappare i fondali tra le secche della Meloria e quelle di Vada e a filmare e catalogare i reperti: con il sonar sono stati localizzati i relitti, poi si sono messsi al lavoro sub e palombari in tandem con il veicolo filoguidato Pluto della Marina. Quella livornese è stata la prima tappa di una fase di ricerca che ha interessato un po' tutto l'Alto Tirreno, soprattutto il litorale toscano, che in virtù della presenza antichissima di varie civiltà e traffici marit- timi vede ancora tante testimonianze archeologiche. Fonti ministeriali riferiscono che lungo le coste toscane sono stati individuati otto siti dov'è stato rinvenuto materiale che gli studiosi hanno ritenuto interessante: più di una ventina i relitti intracciati, principalmente si tratta di navi di epoca romana. Anche se forse la scoperta subacquea più nota riguarda il piroscafo Polluce (foto) della compagnia Rubattino: venne speronato e affondato alla metà dell'Ottocento davanti a Capoliveri, è stato poi individuato a poco più di 100 metri di profondità, e studiato dagli esperti della Soprintendenza grazie alla sponsorizzazione dell'Hds (Historical Diving Society Italia).
LA CAMPAGNA DI MINISTERO E MARINA Il nostro mare è proprio uno scrigno
L'operazione "Archeomar" ha radiografato relitti di navi del Settecento e della Seconda guerra mondiale nel mare tra Vada e Livorno. La Marina Militare e il ministero per i Beni culturali hanno condotto l'operazione per censire e tutelare il patrimonio culturale marittimo. Sono stati localizzati otto siti lungo le coste toscane con materiali interessanti, tra cui più di ventina relitti, principalmente di epoca romana. La scoperta più nota riguarda il piroscafo Polluce, affondato alla metà dell'Ottocento, che è stato individuato a 100 metri di profondità e studiato dagli esperti.
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