LA GAIOLA è una stazione balneare, è un parco archeologico sommerso, è un' area marina protetta, è un centro studi interdisciplinare, una villa maledetta, un' isola del golfo di Napoli; la Gaiola è un mucchio di cose, un mondo, un delirio di bellezza abbracciato da Posillipo, a due passi dalla città. Esiste un rapporto di proporzione mimetica tra le meraviglie della Gaiolae le meraviglie del Golfo di Napoli, tutto ciò che è grande e degno nella regione costiera è qui concentrato in breve roccia. Si trova al termine di una lunga discesa che si avvita dalla sommità di Posillipo verso il mare. Dalla via che costeggia il Parco Virgiliano, s' imbocca un sentiero petroso fino a raggiungere un dolce sentiero immerso nella macchia e infine un viottolo che termina nell' ultima rampa. Da qui si scende al breve porticciolo riparato oltre il quale compare la struttura del centro studi che affaccia sull' isola della Gaiola. Qui è il vero ingresso, il cancello della scogliera gialla dove amano ritrovarsi gli universitari di Napoli. L' ACCESSO è regolato dagli scrupolosissimi controllori ai quali occorre esibire un documento valido dato che sono permessi un massimo di cento ingressi giornalieri. Misura quanto mai felice, anzi fin troppo generosa dato che la parete tufacea che subito si apre a ridosso della struttura appare assai stretta e scoscesa, insufficiente a contenere troppi bagnanti. Cento teli possono tappezzare gli scogli fino a non lasciarne un solo buco libero. Ma oltre, oltre è il vero spettacolo. La villa diroccata sull' isola della Gaiola forma una piscina chiusa dove nelle buone giornate di mare, grazie al ricambio di correnti che il golfo prodigo sempre offre, è possibile riconoscere tutte le sfumature che dal blu passano nel verde, i gradi d' intensità della tinta glauca di Posillipo formano un puzzle che il mare compone secondo un ordine d' incastro sempre diverso. Il ponticello che collega la villa allo scoglio dove un tempo era la teleferica caduta in mare, collega i massi simmetrici come un frontone caduto salda le colonne di un tempio. Questi pugni emersi esaltano l' ordine olimpico della cala millenaria. Qui si pratica una balneazione essenzialmente universitaria. O almeno era così fino a qualche anno fa, quando era possibile incontrare le stesse comitive che la sera affollavano piazza Bellini. Non che le cose oggi siano molto diverse ma la fama della Gaiola si è sparsa al punto (parallelamente a quella di piazza Bellini che è stata eletta a luogo d' incontro della città intera) che è diventato impossibile individuare un solo tipo del bagnante da Gaiola. L' anima della Gaiola resta però studentesca, non è un caso che a valorizzarne il patrimonio bio-archelogico ci abbiano pensato i ragazzi del centro studi che hanno lottato per la conservazione di questo luogo. Alla Gaiola il bagno è conoscenza, è studio. Chi viene qui scopre la propria ignoranza, allora chiede, si butta, il tuffoè sempre l' inizio di una ricerca. La Gaiola è un universo in sé sterminato, è possibile avvicinare e conoscere questo luogo attraverso lenti diverse. Esistono itinerari di ogni tipo: naturalistico, storico, artistico, archeologico. La Gaiola contiene in sé un universo di inesauribile ricchezza. I fondali si prestano come nessun altro all' esplorazione subacquea interdisciplinare. Qui non basta saper scendere, occorre saper vedere. La maschera non può isolare lo spettacolo della fauna e della flora marina da quello della storia, della vicenda umanao della geologia. Il merito del centro studi interdisciplinare Gaiola onlus è in questo senso altissimo. Biologi, archeologi, geologi e sub hanno costituito un centro di divulgazione della bellezza contraria ad ogni specialismo disciplinare. Non è un lavoro comune quello che svolgono qui; il centro studi non è un punto informazioni, è molto di più. È davvero un centro di studi su Posillipo e la sua storia, una vera e propria accademia neldel mare. Esistono campi estivi per le scuole, progetti per le università, programmi escursionistici in canoa per l' esplorazione del litorale, corsi per sub esperti o per dilettanti, il tutto organizzato secondo un approccio inteso a far comunicare i saperi. Qui tutto è in sintesi, in vitale amplesso, in sintesi come gli elementi del fondale: la rovina romana diventa habitat di infinite specie. La biodiversità vivifica il materiale archeologico. L' immersione è nel mare e nella storia, dalle acque chiare emerge la compenetrazione di passato e presente, di storia e vita. I fossili degli antichi parlano ai molluschi, alle alghe, nuovi abitanti della civiltà trapassata in mare. Il gioco di metamorfosi si riflette nei colori che s' alternano nel mare della Gaiola, per questo il bagno qui è unico in tutto il golfo, forse in tutta Italia. Non è necessario partecipare ai corsi o alle immersioni organizzate per sprofondare ogni volta in un pezzo di tempo diverso. Il bagno qui è in strati di mondo, luoghi temporali che affiorano e scompaiono in superficie. A galla o in immersione è sempre possibile apprendere, conoscere qualcosa, sapere. Per questo la balneazione della Gaiola è rimasta universitaria, anzi, con il successo è diventata universitaria in senso eminente. Universale è infatti il tipo di sapere che essa sparge al distratto bagnante come al più curioso frequentatore, non è più soltanto una piazza Bellini trasposta. È un' università libera e autonoma a mare. La Gaiola benedice il libero bagnante, in estate il suo aspetto terrificante si trasfigura nell' immagine gaia del giardino sommerso, del parco di delizie, aperto alla città, della città. Guai però a scempiare questo luogo, ad abusarne, a scalfirne il fondale, a rubare i suoi pesci, a passarci coi motori. La Gaiola premia l' umiltà di chi cerca il sapere, del bagnante curioso, affligge invece chi se ne appropria. È il mare, l' unico legittimo proprietario della cala-iola, Gaiola.