A Pasqua Napoli bocciata dai turisti. Alla resa dei consuntivi, nel week end sono arrivati appena 14 mila visitatori, il 10-12 percento in meno rispetto alle stesse vacanze del 2004, con gli alberghi occupati per il 70 per cento, nonostante la tendenza generale a ridurre le tariffe per rendere l'offerta più appetibile. Napoli come città d'arte è stata retrocessa. Già ieri, lunedì dell'Angelo, tirava aria di smobilitazione anche per la solita, sgradita sorpresa di trovare chiusi parco e museo di Capodimonte che ospita la prestigiosa mostra-evento dei dipinti di Velazquez, e cancelli sbarrati per i giardini e le sale espositive di San Martino e Floridiana. Una decisione della sovrintendenza guidata da Nicola Spinosa, che non ha mancato di scatenare una pioggia di critiche. «Non ci sono scusanti, il patrimonio non si salva chiudendo si sfoga Antonio Pace, rappresentante dei pubblici esercizi non vogliono davvero trasformare Napoli in una città turistica». E Pasquale Gentile, portavoce degli albergatori rilancia: «Velazquez e De Chirico avevano bisogno di un'adeguata pubblicità. Occasioni perdute». Un folto pubblico di napoletani e non, in compenso ha fatto onore a Pan, il Palazzo delle arti di via Filangieri inaugurato sabato e al Maschio Angioino, musei comunali che sono rimasti aperti anche ieri. Buona l'affluenza anche al Tesoro di San Gennaro, con le 1.500 presenze registrate ieri, visitatori a cui sono stati offerti assaggi di pizza, pastiera e limoncello. Capri, Ischia, Procida, nonostante i 100 alberghi chiusi, penisola e costiera sorrentina hanno registrato circa 40 mila presenze, riagguantando ospiti stranieri, per lo più americani e inglesi. Federalberghi Campania (che rappresenta 1400 alberghi) ha calcolato che il giro di affari è stato di poco oltre 8 milioni euro. Il calo annunciato è andato oltre le previsioni. «La città lunedì si è svuotata» osserva Gentile, «i turisti si sono limitati a due giorni di vacanza anziché tre. Le condizioni del tempo non hanno giocato a nostro favore, non ci dimentichiamo che fino a qualche settimana fa c'era la neve. Poi c'è la crisi economica mondiale che mostra i suoi riflessi». Conti in rosso e analisi della situazione. Ci prova Luciano Bazzoli (Federalberghi):«Pianificare come si faceva in passato è diventato impossibile. Le prenotazioni vanno di settimana in settimana. Il turista aspetta che il prezzo migliori, gioca molto sul last minute, ormai dobbiamo sempre più proporre pacchetti per abbattere i costi, non soltanto per gli alberghi ma per tutto ciò che ruota attorno: trasporto, cibo, divertimento. Il target dei viaggiatori è di fascia medio-bassa. Speriamo conclude di poter vedere una vera ripresa dagli inizi di maggio». Vacanze in economia, all'insegna del risparmio, o meglio, della difesa dall'euro. «I bilanci dei giorni di Pasqua ancora non li conosco» ribatte Teresa Armato, assessore regionale al turismo, «ma la diagnosi non ci spaventa. Noi vogliamo incrociare un mercato più familiare, più alla portata di tutti. Non a caso diciamo che Napoli e la Campania hanno bisogno di più alberghi a tre stelle». Quanto ai parchi e ai musei chiusi a Pasquetta, Raffaele Tecce, assessore al Commercio del Comune di Napoli, attacca: «Non facciamo polemiche da strapaese. Sono rimasti chiusi i musei pubblici. È la politica di Berlusconi che taglia i fondi per i custodi». Armato osserva: «Se è per dare un sostegno finanziario, la Regione è già intervenuta in passato. Siamo disponibili a parlarne, magari per il primo maggio o il 25 aprile».
Napoli. Turismo, la città perde colpi
A Pasqua, Napoli ha registrato un calo significativo di visitatori, con solo 14.000 persone che hanno visitato la città, il 10-12% in meno rispetto alle stesse vacanze del 2004. Gli alberghi sono stati occupati per il 70% e le tariffe sono state ridotte per rendere l'offerta più appetibile. I parchi e i musei, tra cui il Palazzo delle arti di Pan e il Maschio Angioino, sono stati chiusi. La città ha registrato circa 40.000 presenze nella penisola e costiera sorrentina, con un giro di affari di poco oltre 8 milioni di euro. La crisi economica mondiale e le condizioni del tempo hanno contribuito al calo.
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