Test in porto per il Tif-One, un micro-sottomarino senza guida umana Servirà per andare a esplorare i fondali alla ricerca di relitti antichissimi Gli occhi del Tif-One possono scendere giù fino a 300 metri Il progetto "Thesaurus" è costato circa 1,8 milioni di euro, coperti quasi interamente dal finanziamento della Regione Toscana (1,4 milioni). L'ambiziosa iniziativa universitaria è durata 30 mesi (dal marzo 2011), nel corso dei quali sono stati stipulati 19 contratti con giovani ricercatori, mentre i ricercatori complessivamente coinvolti sono stati oltre 50. Qualche accenno alle specifiche dei veicoli "TifOne": la loro massima profondità operativa è di 300 metri; la velocità massima è di 5.5 nodi, mentre quella di crociera si attesta sui 2.5 nodi. L'autonomia è stimata in 8 ore. La portata delle comunicazioni acustiche per operazioni in squadra è di circa 1000 metri. La strumentazione comprende "sidescan sonar", telecamere, sensore laser, modem acustici, ecoscandaglio, profondimetro, Gps, tachimetro a effetto Doppler. Info: thesaurus.isti.cnr.it. di Giorgio Carlini LIVORNO Realizzare una mappatura dei fondali marini di interesse archeologico; creare un rendering tridimensionale da dati ottici e acustici e integrarlo con informazioni storiche; mettere a punto una base di dati integrata da divulgare non solo tra gli esperti del settore, ma anche tra il grande pubblico. Sono gli obiettivi del "Thesaurus", ambizioso progetto "made in Toscana" che ieri a Livorno ha vissuto una delle sue fasi conclusive. A largo del Porto Mediceo si sono tenute le prove tecniche finali per il robot "Tif-One", uno dei veicoli subacquei al centro del progetto, in grado di rilevare, documentare e monitorare relitti e siti archeologici fino a 300 metri di profondità. È una "missione" contenuta nel nome stesso dell'iniziativa: Thesaurus è l'acronimo di "Tecniche per l'esplorazione sottomarina archeologica mediante l'utilizzo di robot autonomi in sciami". Al progetto, finanziato dalla Regione, partecipano il centro "Piaggio" dell'Università di Pisa, il dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Firenze, l'Isti-Cnr e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Come spiegato dal professor Andrea Caiti, il "Tif-One" (ne sono stati realizzati tre esemplari: Tif-One, TifTu e TifTri) è un nuovo tipo di robot autonomo subacqueo: significa che non è necessaria la presenza umana per il suo funzionamento. Il veicolo è dotato di un sistema per acquisire immagini acustiche e ottiche, la cui elaborazione è finalizzata al riconoscimento di artefatti di interesse storico e alla ricostruzione tridimensionale dei siti sommersi. Dopo la messa a punto della navigazione in mare, effettuata a luglio ad Antignano, ieri "Tif-One" è tornato a Livorno per il battesimo ufficiale. Il robot (che ricorda un sottomarino in miniatura) è stato messo alla prova con l'individuazione, tramite il proprio sonar, del relitto di una nave della seconda guerra mondiale, situato a un miglio e mezzo dalla costa e a una profondità di 20 metri. I Vigili del Fuoco hanno messo a disposizione dei ricercatori universitari imbarcazioni e sommozzatori. Una volta individuato il relitto, Tif-One si è avvicinato a una distanza sufficiente per poter acquisire le immagini tramite le telecamere. Dopo il buon esito delle operazioni, il veicolo raggiungerà ora i "gemelli" TifTu e TifTri al bacino di Roffia (San Miniato) per effettuare esperimenti di cooperazione. I robot viene spiegato dall'équipe di studiosi sono infatti stati pensati per lavorare "in sciame", tramite una rete basata su radio modem per la comunicazione in superficie e modem acustici per la comunicazione in immersione. La collaborazione permette di velocizzare i tempi e ridurre i costi delle attività in mare. Il progetto Thesaurus potrebbe rivelarsi molto utile a largo delle nostre coste. La Toscana ha infatti un enorme patrimonio archeologico sommerso. Le acque del Tirreno sono state crocevia della navigazione mediterranea fin dai tempi antichi e conservano le tracce di numerosi naufragi. Gran parte di anfore e relitti sono ancora nascosti ai nostri occhi, o peggio esposti al saccheggio e alla distruzione. Grazie ai "Tifoni", e alla collaborazione già avviata con la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, la speranza è di portare alla luce il mondo archeologico che abbiamo laggiù in fondo al mare.