PARTE dalle ex scuderie De Montel, il nuovo piano del Comune per valorizzare i suoi immobili. Un'esigenza, in tempi di crisi di bilancio e casse vuote. Che, per il gioiello liberty da troppo tempo in cerca di un futuro, si incrocia anche con la necessità di non lasciare abbandonati al degrado pezzi di città come quello che sorge alle spalle di San Siro. Una doppia urgenza. E una strada alternativa a quella della vendita attraverso i fondi immobiliari creati dalla passata amministrazione. Perché, di fronte al grande freddo che sta vivendo ancora il mercato immobiliare, Palazzo Marino vuole tentare un percorso che dia maggiori garanzie di riuscita e incasso: provare a fare un accordo con Cassa depositi e prestiti. E se il primo indirizzo potrebbe essere quello della palazzina che un tempo era il regno dei cavalli, gli uffici del Demanio stanno già passando in rassegna il proprio patrimonio per capire quale altro stabile potrebbe finire nell'elenco. L'esempio è quello, recente, del Policlinico. Che ha venduto così i palazzi di viale Montello (il "fortino della 'ndrangheta" che è stato sgomberato un anno fa) e di via Canonica. Dopo un'asta andata deserta, grazie a un protocollo stipulato in precedenza, l'ospedale ha comunque affidato gli stabili a Cassa depositi e prestiti, incassando i 17,3 milioni di euro che serviranno per finanziare i lavori al pronto soccorso. Un precedente a cui anche il Comune, adesso, guarda con interesse. Tanto da aver già aperto un dialogo con la società per azioni a controllo pubblico, mettendo sul piatto per ora le De Montel. Come funzionerebbe l'operazione? Lo strumento è quello del Fondo di valorizzazione degli immobili di Cassa depositi e prestiti. Se venisse accettata l'offerta del Comune, sarebbe loro a studiare un piano per il riutilizzo e il rilancio delle ex scuderie specificando anche le risorse necessarie per trasformarlo in realtà. Una seconda vita che dovrebbe essere soprattutto commerciale, visto che l'incuria di anni e i vincoli della Sovrintendenza rendono il restauro molto oneroso. A quel punto, Palazzo Marino pubblicherebbe un bando con allegato la possibilità di quel disegno per capire l'esistenza di possibili acquirenti privati. Se, come è avvenuto per il Policlinico, la gara andasse deserta, sarebbe Cdp a prendere la palazzina. Pagando al Comune la base d'asta stabilita. Una garanzia di incasso, insomma. Che, potrebbe essere replicata. «Stiamo studiando la lista degli immobili che abbiamo a disposizione spiega l'assessore al Demanio Daniela Benelli . Questa modalità di intervento è un'opportunità interessante perché viene incontro sia al bisogno di valorizzare che hanno i Comuni in un momento di difficoltà come questo, sia alla necessità di non lasciar degradare gli immobili ». Per ora, piazza Scala sta ancora aspettando una risposta per San Siro: la società sarà interessata a una valorizzazione? Ma gli uffici hanno già iniziato a capire cos'altro potrebbe essere venduto attraverso questo schema. Cassa depositi e prestiti, infatti, non si occupa di aree o terreni liberi né di porzioni di stabili e singoli appartamenti: solo interi edifici che possano diventare case, negozi o uffici.