Si addensano altre nubi nere sulla Scala, Per sapere se si trasformeranno in un nuovo temporale bisognerà attendere almeno venerdì, quando tornerà a riunirsi il consiglio di amministrazione della Fondazione Scala. Le previsioni delle ultime ore, però, fanno pensare al peggio. Nonostante, infatti, l'ostinata mediazione del prefetto Bruno Ferrante, che anche in questi giorni di festa non ha interrotto i suoi continui contatti con tutte le parti, le trattative sono ancora in alto mare. Con da un lato i sindacati, Cgil in testa, che insistono nel chiedere al cda la revoca del nuovo sovrintendente Mauro Meli. E dall'altro, il consiglio di amministrazione per nulla intenzionato a cedere ai sindacati e a sconfessare una decisione, per altro, ratificata solo poche settimane fa. Tra gli irriducibili ci sarebbero soprattutto il sindaco Gabriele Albertini e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Ma il cda sarebbe profondamente diviso al suo interno, dato che diversi consiglieri sono convinti che, al momento, il problema più urgente sarebbe un altro. Ovvero, la mancata riconciliazione tra il direttore musicale del Piermarini Riccardo Muti e l'orchestra della Scala, che rischia di far saltare lunedì 4 anche la prima prova del prossimo concerto della Filarmonica scaligera, che proprio Muti dovrebbe dirigere il giovedì successivo. Un fatto che rischia di avere conseguenze irreparabili, a circa un mese dalla cancellazione del concerto precedente. Il programma, manco a dirlo, prevede l'esecuzione della sinfonia «Tragica» di Franz Schubert e dell'oratorio di Ludwig van Beethoven «Cristo sul monte degli ulivi». Ma quel che è peggio è che ancora oggi né il maestro né gli orchestrali sono disposti a suonare insieme, senza un chiarimento preventivo. Che da un lato garantisca a Riccardo Muti che non sarà contestato e nello stesso tempo getti le basi per un " divorzio consensuale ", nel quale lo stesso attuale direttore musicale della Scala garantirebbe di lasciare l'incarico l'anno prossimo, al termine della stagione, che celebrerà i 250 anni dalla nascita di Wolfgang Amadeus Mozart, uno degli autori prediletti proprio da Muti. Finora, i sindacati e i consiglieri di amministrazione sono d'accordo solo su due punti: il no al commissariamento e il sì alla mediazione del prefetto. Ma senza una svolta entro lunedì 4 potrebbe essere troppo tardi. E anche per questo, il prefetto Bruno Ferrante potrebbe convocare i sindacati anche prima del cda della Scala, o immediatamente dopo. «Noi ci aspettiamo delle risposte sulla revoca di Meli spiega il segretario della Camera del Lavoro Giorgio Roilo altrimenti i problemi non solo non si risolveranno, ma si complicheranno, con il rischio che la Scala cada in una crisi irreversibile». Anche il segretario della Cisl spettacoli Renato Zambelli si rivolge al prefetto: «È arrivata l'ora delle proposte, altrimenti rischiano di vincere le posizioni estreme». Nel mondo politico, la vicepresidente del consiglio comunale diessina Marilena Adamo avverte: «Lasciamo lavorare il prefetto. Ma è altrettanto evidente che se il sindaco e il cda non collaboreranno con lui sarà difficile arrivare a una soluzione».