Caldo, temperatura oltre i 30 gradi ed emergenza incendi ieri. Uno di enormi dimensioni si e' propagato al Parco delle Rimembranze, nel cuore dell'area archeologica. Alle 10 era un focolaio che i vigili del fuoco hanno cercato di circoscrivere, poi il vento ha fatto si che le fiamme durante l'ora di pranzo venissero alimentate ulteriormente minacciando anche le abitazioni, tante piccole case a ridosso dell'area archeologica trasformate dove poter trascorrere pochi giorni. Momenti di tensione quando Carmela Accappa ha iniziato a temere per se stessa anche perché il fuoco pian piano si avvicinava alla recinzione tra le case ed il parco ARCHEOLOGICo. "Non avevo visto mai una cosa simile". L'emergenza è scoppiata dopo le 14 quando i vigili del fuoco del distaccamento di Gela e Mazzarino sono rimasti senz'acqua, distante raggiungere la centralina di Macchitella, l'unica soluzione era entrare all'interno della Raffineria. Poi è scattata l'emergenza con l'ufficio di protezione che ha allertato la Pro Civis che per la prima volta ha messo in funzione il mezzo antincendio. Cenere e sterpaglia bruciata nel cuore dell'acropoli gelese, mentre i cittadini hanno temuto il peggio. Alle 16 tutto sembrava essere rientrato nella normalità quando un'ora dopo qualche focolaio ha iniziato ad ardere nuovamente. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire anche all'Asi - nei pressi dell'elipista - e poi in contrada Timpazzo dove c'è stato un altro incendio. Non ci sarebbero dubbi sulla matrice dolosa degli incendi. L. M. 23082013 Immagine: area archeolgica con ciminiere sullo sfondo