Fanno su e giù tutti gli strati di Roma, tornano a galla dall'antichità, prepotenti come l'asfalto e le opere che li ricoprirono. E continuano a vivere, testimoni immortali della città e della sua storia. Camminiamo su strade che nascondono altre strade. Spesso basta solo decidere di rivederle, e loro sono lì, intatte da secoli. Il Porticus che circondava il Colosseo è ancora là sotto. E presto lo rivedremo. Fa parte di una serie di collegamenti mai messi in evidenza, che portavano all'Anfiteatro. Ora al I Municipio - che interverrà per ripavimentare il piazzale del Colosseo, dov'è la fermata della metro- la Soprintendenza archeologica di Roma ha chiesto di fare una prima ricerca. Spiega Rossella Rea, archeologa della Soprintendenza di Roma: «Abbiamo concordato alcuni piccoli sondaggi archeologici lungo il marciapiedi che va dalla metropolitana alla Domus Aurea, per verificare le condizioni del basolato che c'era nell'antichità. E per valutare se la profondità del percorso è compatibile con l'attuale percorrenza pedonale». Roma torna già a galla, basta chiudere gli occhi. «Perché tutto il Colosseo - spiega l'archeologa - già in età Flavia era circondato da un portico su tre lati. Dalla parte del Celio si presumono ma non si conoscono resti; dal lato del Labicano i resti sono visibili, inglobati nei bagni che il Comune fece negli anni '60. Quelli sotto Colle Oppio sono tutt' ora visibili: mentre il retro del portico, i pilastri terminali stanno ancora sotto la strada, dove passano le macchine. In origine si trattava di un grosso portico con alle spalle le botteghe e davanti il Colosseo, per terra si stendeva il basolato fino all'Anfiteatro. Siamo sicuri dell'assetto, i resti sono stati trovati e ricoperti in più riprese, il grosso nel 1895, poi anche negli anni '30. Avevamo la curiosità di vedere se si è conservato qualcosa e se sta a una quota compatibile col passaggio pedonale». La Soprintendenza è abbastanza tranquilla. «Il porticus potrebbe essere a 30-40 centimetri sotto il livello stradale -ancora Rossella Rea - la zona interessata va dal parcheggio taxi di piazza del Colosseo fino all'inizio di via Nicola Salvi, si tratta di circa 200 metri da riportare alla luce. Successivamente ai sondaggi del I Municipio, converrà riportare tutto alla luce del sole, per dare all'area del Colosseo un assetto monumentale che ora non ha». La nuova pavimentazione su piazza del Colosseo l'antica strada fin sotto Colle Oppio contribuiranno a valorizzare una delle aree più affollate dai turisti. «In programma c'è la sistemazione complessiva della zona Colosseo, un secondo passo in tal senso sarà quello di estendere l'intervento verso Colle Oppio, per farne un'area verde monumentale. Ora i ruderi emergono tra cespugli e degrado».