Granarolo, cantieri a rischio. La Soprintendenza: almeno tre mesi di scavi IN ATTESA della sfida con il Napoli, il patron del Bfc, Albano Guaraldi, deve fare i conti con gli antichi romani. Nel sottosuolo di Quarto Inferiore, alle porte di Granarolo, nell'area dove dovrebbe sorgere il centro tecnico rossoblù, gli archeologi hanno trovato i resti di alcuni edifici risalenti a oltre duemila anni fa. Nel fazzoletto di terra dove è prevista la torre, destinata a ospitare gli uffici della società sportiva, la Soprintendenza per i beni archeologici da qualche giorno ha cominciato gli scavi per capire cosa c'è nel sottosuolo. Un passaggio necessario prima di dare il via ai cantieri in un'area di interesse archeologico. Per andare avanti serve l'ok della Soprintendenza. Ma sono bastati i primi "carotaggi" per far emergere i reperti. «Negli scavi appena effettuati spiega l'archeologo Valentino Nizzo abbiamo ritrovato tracce di insediamenti a carattere rustico ». Si tratta di strutture agricole che potrebbero risalire al primo secolo avanti Cristo (ma servirà tempo per stabilire l'età esatta dei reperti). Lo stato di conservazione non sembra dei migliori: «È molto precario, dobbiamo fare indagini approfondite, solo dopo valuteremo come muoverci». Insomma, la cittadella dello sport desiderata da Guaraldi 22 ettari di campi di calcio uniti a tribune, parcheggi, uffici e una foresteria per aspiranti calciatori insiste su un sito storico di grande valore. Tanto che, nel caso in cui le vestigia romane si trovassero in buono stato, il centro tecnico potrebbe contemplare al suo interno anche un piccolo museo archeologico. «In quel caso continua Nizzo abbiamo già deciso, d'intesa con la proprietà, di valorizzarle. Dipende da ciò che troveremo». La promessa è di «rendere fruibile ai bolognesi tutto ciò che troveremo in buono stato». Mal che vada si costruiranno dei pannelli per dire qui sorgeva l'antica Granarolo. Ma, assicura l'esperto della Soprintendenza, «al momento non c'è alcuna incompatibilità» tra il progetto del club e le possibili ricchezze nel sottosuolo. Il problema sono i tempi per finire gli scavi («senza sorprese impiegheremo tre mesi») e le eventuali modifiche al progetto che rischiano di far slittare l'inaugurazione della cantera rossoblù, inizialmente prevista per il 2015.