BAGARINAGGIO agli Uffizi, serve «un'azione concordata e condivisa» per presentare una città «non solo bella, ma anche accogliente e decorosa ». E' quanto chiede la soprintendente al Polo museale Cristina Acidini per contrastare la prassi, ad opera di tour operator o associazioni, di vendere di fronte alla Galleria biglietti a prezzo maggiorato che permettono ai turisti di "saltare" la coda. Ed è quanto sostiene anche l'assessore provinciale al turismo Giacomo Billi: «Da parte nostra c'è la massima disponibilità a cercare una soluzione, ma serve l'impegno di tutti i soggetti coinvolti». Dal comando dei vigili, intanto, fanno sapere che gli ultimi controlli risalgono a un anno fa, e si basavano sulla possibilità di sanzionare i presunti bagarini perché vendevano beni, cioè i biglietti, senza l'autorizzazione per il commercio ambulante. Gli stessi vigili appurarono però che non di beni si trattava, ma di servizi, dal momento che questi operatori vendevano, e vendono tutt'oggi, non semplici ticket ma pacchetti turistici con visite guidate o agevolazioni, oppure "camuffano" la vendita con il pagamento della quota di iscrizione a un'associazione. Ora l'ultima spiaggia sono i controlli fiscali, che l'assessore allo sviluppo economico di Palazzo Vecchio Sara Biagiotti chiede formalmente alla guardia di finanza con una lettera: «Bisogna verificare se vengono emesse ricevute». «Oppure gli Uffizi sospendano la vendita on line dei biglietti alle agenzie turistiche e la facciano solo per i privati», propone il vicesindaco Stefania Saccardi. DAL canto suo, Acidini ricorda anche come la coda che si forma ogni giorno davanti alla Galleria, la più visitata d'Italia con oltre un milione e 700 mila presenze all'anno, oltre ad essere «un fatto fisiologico comune a molti altri grandi musei, sia dovuta al contingentamento necessario per ragioni di sicurezza». Antonio Godoli, architetto degli Uffizi, precisa anche che esiste una percentuale di biglietti non prenotabile per «una precisa scelta della soprintendenza, che non ha voluto imporre su tutti i biglietti il costo maggiorato della prenotazione: la coda che si osserva è dunque dovuta a questi visitatori che, consapevolmente e liberamente, perché avvertiti da apposita segnaletica luminosa, restano in attesa del loro turno per entrare nel museo». Pareggio di bilancio in vista, intanto, per la card dei musei, che nel 2012 ha perso circa 100 mila euro: «Lo raggiungeremo a fine anno», dice Biagiotti. Da marzo 2011 sono state vendute 150 mila tessere (che ora costano 72 euro) mentre, dal 12 agosto, è stata superata la quota 1 milione di accessi.
FIRENZE - Gli Uffizi. Acidini e Billi "Un vertice sui bagarini"
La soprintendente al Polo museale Cristina Acidini chiede un'azione concordata per contrastare la pratica di vendere biglietti a prezzo maggiorato di fronte alla Galleria degli Uffizi. L'assessore provinciale al turismo Giacomo Billi sostiene che la città deve cercare una soluzione, ma serve l'impegno di tutti i soggetti coinvolti. I vigili del corpo di polizia hanno già fatto controlli, ma non hanno trovato prove di illegalità. L'assessore allo sviluppo economico di Palazzo Vecchio Sara Biagiotti chiede formalmente alla guardia di finanza di verificare se vengono emesse ricevute per le vendite.
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