Dopo Andalù la spiaggia si fa sempre più sottile e il mare lambisce la pineta Però non ci sono progetti contro l'erosione. Se ne riparlerà (forse) nel 2015 CECINA Sette milioni per intervenire con i primi pennelli, alle Gorette e più a sud. Una parte di ripascimento già effettuata. Con l'obiettivo dichiarato di pensare in primis alla difesa del centro abitato di Cecina, che era la priorità dell'intervento i cui lavori riprenderanno a fine settembre. Ma per la zona che guarda verso Bibbona, da Andalù in poi, la più soggetta all'erosione, cosa accade? «Per quella manca ancora un progetto, aspettiamo nuovi fondi e risorse da parte della Regione o della Provincia. Senza risorse da intercettare non si può proteggere un'altra fetta di Cecina». L'assessore provinciale per la difesa delle coste, Paolo Pacini, ammette la falla e torna sul fenomeno che sta facendo parlare la città. L'erosione, che in 40 anni si è mangiata 50 ettari di pineta. Come per il villaggio dei francesi, ad Andalù la spiaggia in alcuni punti è sparita. Va forse cercata una relazione coi lavori per il porto? «L'erosione del tratto di costa sia a nord che a sud si verifica purtroppo da anni. Come avete riportato sulle vostre pagine, forse è più accentuata a sud di Cecina ed è uno spettacolo poco piacevole. Le motivazioni sono varie, gli agenti atmosferici, le correnti, il salmastro. Ma il porto no, quello non c'entra. Ancora non era stato realizzato quando sono iniziati questi problemi. Comunque da tempo abbiamo portato avanti politiche di intervento sostenute anche dal Ministero per la zona del centro e davanti alla pineta. Ma nella prima fase non si parlava di salvaguardare la zona sud». La priorità insomma era un'altra. «Sicuramente, abbiamo portato avanti opere come i pennelli, già 4 nel tratto dalla Stella Marina fino al fiume e 2 a sud. Ma sono opere che dovranno continuare. La priorità era la difesa del centro abitato di Cecina, con i 7 milioni a disposizione, più Iva. Poi veniva la salvaguardia della balneazione e di conseguenza del turismo, aspetti comunque non secondari. Non siamo ancora a regime e lo sappiamo. Il riequilibrio avverrà con lo sversamento di altri 500mila metri cubi di sabbia e con altri pennelli». Quando riprenderanno i lavori al porto turistico? «Contiamo di farlo a fine settembre e di essere pronti per l'inizio della stagione 2014. Sia con il completamento delle opere rigide, come i pennelli, come di quelle morbide, nel caso del ripascimento. Ma a settembre faremo di più. Abbiamo intenzione di pubblicare, magari sul sito della Provincia, i monitoraggi che faremo per renderci conto dell'impatto dei lavori sull'erosione costiera. Capire quali criticità ci sono e se serve pensare a una nuova progettazione. Così tutti potranno verificare con mano». Ma per Andalù e la zona Sud non si può intervenire prima, assessore? «In questa fase la zona del Tombolo a sud non è protetta, per farlo dovremo attendere il 2015. Serve un altro progetto che non può prescindere da nuove risorse. Va coinvolta la Regione, la Provincia anche il Comune: altrimenti mancano i fondi per quella parte di litorale». Cosa dice degli interventi contro il porto e in difesa del paesaggio di Settis e degli ambientalisti? «Il porto ha avuto una gestazione lunga, l'hanno studiato dei massimi universitari, non ci sono stati errori. Il porto è il vero motore dell'economia di Cecina, porterà lavoro ma tutto dovrà coincidere con la sostenibilità ambientale».
TOSCANA - Litorale a sud senza difese Pacini: Non ci sono soldi
La spiaggia di Andalù, in Cecina, si sta facendo sempre più sottile a causa dell'erosione del mare. Non ci sono progetti attuali per contrastare questo fenomeno, ma si spera che nel 2015 vengano avviati lavori di ripascimento. La zona più soggetta all'erosione è quella che guarda verso Bibbona, ma non c'è ancora un progetto per quella zona. L'assessore provinciale per la difesa delle coste, Paolo Pacini, ammette la falla e riconosce che l'erosione è un problema che si verifica da anni. La causa dell'erosione è attribuita agli agenti atmosferici, alle correnti e al salmastro. Il porto di Cecina non è considerato un fattore che contribuisca all'erosione.
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