"Il mio sogno è quello di vedere tutti i reperti che il mare restituisce esposti in un vero museo. Ciascun pezzo accanto al relitto di appartenenza. E invece siamo costretti ad accontentarci del Palazzo Ducale che è troppo piccolo. Ma non c'è altra soluzione se no la prima nave greca non la vedremo mai esposta": lo ha detto Franco Cassarino ieri mentre con l' archeologo della Soprintendenza del mare Nicola Bruno stava uscendo dalla Capitaneria di porto per recarsi a Bulala, nello specchio di mare che proprio nelle scorse settimane ha restituito i resti di un'imbarcazione che si presume sia del 1500. Una nave usata dai pirati a giudicare dal cannone in ferro che conteneva e dalle palle di granito usate come proiettili. Poco prima Cassarino con lo stesso archeologo e con il presidente di Archeoclub Nuccio Mulè aveva incontrato il sindaco Fasulo per metterlo a conoscenza del ritrovamento del relitto e del cannone ma soprattutto per chiedere al primo cittadino un aiuto economico per il restauro del cannone. Il Soprintendente del mare in Sicilia, dott. Sebastiano Tusa, ieri è stato chiaro: " non porteremo a terra un reperto in ferro facilmente deperibile se non si avranno prima i fondi per restaurarlo". Dalla Regione c'è poco da sperare e così quei fondi (si parla di 10 mila euro circa secondo una prima stima) o li mette il Comune o si trova uno sponsor privato. Ma Franco Cassarino va oltre e pensa al museo, il vero museo del mare a Gela. Perchè nei fondali c'è ancora tanto da recuperare e da poter esporre, da offrire ad un turismo di nicchia che se ben orientato avrebbe interesse a fare una puntata a Gela tra una visita a Piazza Armerina ed una ad Agrigento. L'occasione per avere un vero museo del mare a Bosco Littorio, Gela non è riuscita a prenderla al volo. Nel 2000 i soldi c'erano per il museo di Bosco Littorio, li trovò l' allora assessore Morinello tra quelli assegnati dallo Stato con i proventi del lotto. Ma la Regione li ha stornati altrove perchè il progetto tardava (è una delle ipotesi) poi sono stati recuperati, nuovamente spariti, infine l' estate scorsa durante la campagna per le Regionali sono circolate copie di documenti regionali con i fondi previsti per quel museo. Ma se Comune e Soprintendenza hanno optato per adattare Palazzo Ducale a sede del museo -laboratorio della nave greca, è chiaro segno che i tempi per il vero museo non si considerano vicini. I gioielli ARCHEOLOGICI di Gela con i drastici tagli al bilancio regionale avranno vita dura a terra. Meglio lasciarli dove sono, è l'amara conclusione del Soprintendente Tusa. M. C. G. 20082013