Nuova battaglia nel nome del paesaggio e della tutela ambientale: Asor Rosa, Emiliani e altri scrivono alla Regione Lo definiscono «uno dei paesaggi e degli ambienti più belli, delicati e complessi dell'interno collinare della Maremma, in Comune di Capalbio». E ritenendo tanta bellezza in pericolo, lanciano l'allarme: questo tesoro, scrivono «è minacciato da un insediamento edilizio che mescola ricettività turistica e golf con un impatto insostenibile». Così comincia una nota durissima, firmata dalla Rete dei Comitati per la difesa del Territorio, dal Comitato per la Bellezza e dal Comitato Terra di Maremma. E così comincia con ogni probabilità l'ennesima battaglia che vedrà opposti, nella nostra provincia e in particolare nella zona sud, grandi nomi dell'ambientalismo e della cultura nazionale a imprenditori e alle istituzioni che approvano i loro progetti. La zona in questione è quella collinare del Lago Acquato, un lago che, a seconda della piovosità, affiora e scompare rientrando in falda e che è contornato soltanto da vigneti doc, oliveti, boschi e da alcuni agriturismi. Per queste e altre ragioni i Comitati hanno inviato una dettagliata osservazione alla Regione Toscana, alla Provincia di Grosseto e al Comune di Capalbio, esprimendo scrivono la propria motivata opposizione. Sotto l'esposto compaiono firme "pesanti", quelle di persone che di battaglie come queste ne hanno combattute tante, spesso vincendole: Alberto Asor Rosa, Vezio De Lucia, Vittorio Emiliani, Valentino Podestà e Corinna Vicenzi. «L'agrialbergo e il campo da golf, previsti nell'ex podere Porcareccia sul Lago Acquato occuperebbero evidenziano i Comitati 22 ettari, quindi circa la metà, dei 52,3 ettari acquistati dalla società G T. con oltre 6mila metri cubi di nuove costruzioni. Nell'area sono presenti soltanto tre ruderi di fabbricati rurali di modestissima entità e, quale attività agricola, unicamente una piccola vigna. Tutto il resto è intatto e non modificato dall'uomo, cioè rappresenta ancora una Maremma antica, selvaggia». Questa è la preoccupazione rispetto al bene paesaggio, ma il timore si allarga anche a un bene altrettanto prezioso: la risorsa idrica. «Va notato inoltre scrivono i sottoscrittori che il "green" dei golf richiede, per essere mantenuto, una quantità d'acqua molto ingente difficile da reperire nella siccitosa Maremma e, insieme, un costante trattamento chimico a base di erbicidi e pesticidi che dal prato penetrano poi in falda e che hanno suscitato proteste diffuse in tutto il mondo. Il Lago Acquato viene infatti usato quale inizio e terminale del golf a 9 buche che nulla a che fare col recupero naturalistico del medesimo e che anzi è in aperto conflitto con esso». Ecco allora le ragioni del "no": «Ci opponiamo a tale agrialbergo con golf 1) per la dimensione quantitativa dei volumi progettati; 2) per un modello progettuale del tutto estraneo al contesto caratterizzato da boschi estesi e da insediamenti vitivinicoli e olivicoli di pregio; 3) per interventi sul Lago Acquato che nulla hanno a che fare col recupero naturalistico della zona umida; 4) per la sottrazione quotidiana di acqua all'intera zona e il carico di diserbanti e di pesticidi necessari al mantenimento del "green", con pericoli seri anche per l'avifauna». Ma c'è di più. Secondo i Comitati infatti «il progetto si presenta inoltre totalmente avulso rispetto a quella che dovrebbe essere l'attività agricola dell'azienda e quindi in aperto contrasto con il Piano di Indirizzo Territoriale toscano e con le linee dell'imminente piano paesaggistico regionale già enunciate con forza sulla stampa dall'assessore regionale all'urbanistica, Anna Marson». La palla passa a Firenze.
CAPALBIO Golf a Lago Acquato, comitati alla carica
In una nota durissima, i Comitati per la difesa del Territorio, il Comitato per la Bellezza e il Comitato Terra di Maremma hanno lanciato l'allarme per il progetto di agrialbergo e campo da golf sul Lago Acquato in Comune di Capalbio. I Comitati hanno inviato una dettagliata osservazione alla Regione Toscana, alla Provincia di Grosseto e al Comune di Capalbio, esprimendo la propria motivata opposizione al progetto.
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