Un anno fa Dario Scalabrini, presidente dell'Ente provinciale turismo, definiva «assurdo e offensivo» chiudere musei e parchi a Pasquetta e lanciava la sua proposta: «Visto che il soprintendente non dispone di personale per la vigilanza, può chiedere il sostegno della protezione civile. E sarà questo Ente a finanziare l'operazione». Un anno dopo, stessa situazione. «Per quanto mi riguarda, ho tenuto fede alle mie promesse. A gennaio, con il dovuto anticipo, ho cominciato a lavorare a un progetto per tenere aperto il museo di Capodimonte anche a Pasquetta. Sacrificare anche un solo giorno della mostra di Velàzquez, soprattutto nella fase iniziale della rassegna, mi sembrava davvero inconcepibile. Mentre la soluzione era di una semplicità assoluta». Quale? «Transennare il percorso tra Porta Grande e l'ingresso del museo, per circa duecento metri, e affidare la vigilanza ai volontari della protezione civile del Comune. In alternativa, o in aggiunta, spostare la biglietteria verso il cancello. In questo modo il parco sarebbe rimasto inaccessibile o accessibile soltanto a pagamento». La protezione civile sarebbe stata disponibile? «Il dirigente dell'ufficio, Gianni Spagnuolo, mi aveva garantito il suo sostegno in questa operazione». Che, però, non sarebbe stata a costo zero. «Ipotizzando di utilizzare per il servizio una sessantina di volontari, avevo calcolato un rimborso spese di circa 2500 euro. La cifra, come dicevo l'anno scorso, sarebbe rimasta a carico del nostro Ente». Tutto risolto, almeno sulla carta. «Fin qui nessun problema. Ma quando ho prospettato l'ipotesi al soprintendente, lui si è mostrato fermo sulle sue posizioni: musei e parchi dovevano restare chiusi». E lei ha deciso di rinunciare all'impresa? «Non avrei rinunciato per nessun motivo. Ho avviato una trattativa con Nicola Spinosa e, a un certo punto, mi sembrava di essere molto vicino alla mèta». Il soprintendente ha cambiato idea? «Diciamo che il "no" stava diventando un "ni". E io avevo cominciato a studiare un'altra iniziativa interessante con gli albergatori: la possibilità di lasciare la camera agli ospiti fino alle 16, anziché fino a mezzogiorno, per fare in modo che i turisti in partenza di lunedì avessero il tempo di visitare la mostra di Velàzquez». Nel frattempo, però, è sorto un altro problema. «Il pagamento dello straordinario ai dipendenti del museo». Una spesa che Spinosa non avrebbe potuto sostenere? «A quanto pare, no. Mi ha detto che sarebbe stato necessario recuperare almeno 15mila euro». Ostacolo insormontabile? «A dire il vero, speravo nell'intervento della Regione. Quando ho preso i primi contatti con gli assessorati al turismo e ai beni culturali ho colto il segno della loro disponibilità. Purtroppo...». Purtroppo? «Purtroppo abbiamo superato il tempo limite. Arrivati al momento di firmare la delibera, era già tardi: a meno di un mese dalle elezioni la giunta può varare solo provvedimenti di ordinaria amministrazione». Morale della favola? «Un'occasione perduta. E non voglio nemmeno dire che è stata colpa di qualcuno in particolare. Dico soltanto che, per l'ennesima volta, siamo riusciti a non fare sistema».
Così è saltato raccordo per Capodimonte
Il presidente dell'Ente provinciale turismo, Dario Scalabrini, ha lanciato una proposta per tenere aperto il museo di Capodimonte anche a Pasquetta, suggerendo di chiedere il sostegno della protezione civile per la vigilanza. Ha iniziato a lavorare a un progetto per realizzare questo obiettivo, ma il soprintendente ha rifiutato di accettare la proposta. Scalabrini ha quindi iniziato a studiare un'altra iniziativa con gli albergatori per lasciare la camera agli ospiti fino alle 16, ma il pagamento dello straordinario ai dipendenti del museo è diventato un ostacolo insormontabile.
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