Nicosia. Sempre più degradata la zona dei ruderi del complesso religioso di Santa Domenica. Nel 2001 si attendeva il via libera della soprintendenza di Enna sul progetto per il recupero ma sa allora nulla si è mosso e la zona, che sorge in pieno centro storico, a pochi passi dalla piazza e su un itinerario turistico che collega la zona più antica della città al cento è invasa da spazzatura e sterpaglie. L'area, un tempo occupata da un monastero con l'annessa chiesa, da circa 30 anni è in totale stato di abbandono, deturpata da un muraglione di cemento armato realizzato nell'ambito di un progetto sbagliato di ricostruzione. Nel 2010 il Comune aveva presentato un progetto curato dall'Ufficio tecnico ritenuto finanziabile con una copertura di circa 2 milioni di euro, che avrebbe dovuto essere approvato dalla soprintendenza e depositato alla Regione con le autorizzazioni degli organi di tutela. Un iter che si è arenato mentre di Santa Domenica rimangono pochi ruderi pericolanti e una vasta area degradata e pericolosa nel cuore del centro storico. Il progetto prevedeva la realizzazione di un nuovo edificio in armonia con il contesto urbanistico e architettonico della zona, che è una delle più antiche, che doveva ospitare un museo letterario e un centro di studi linguistici. L'idea era realizzare un luogo letterario dedicato al galloitalico, la parlata dialettale nicosiana, che in Sicilia si trova solo in altri 10 Comuni, tra i quali nell'ennese Sperlinga, Aidone e Piazza Armerina. Un museo dedicato al farmacista poeta Carmelo La Giglia, letterato e osservatore dei costumi che in galloitalico descrisse i mali della società tardo ottocentesca. La Giglia ebbe il merito di dare forma scritta al galloitalico "nicusciotu" rendendone la musicalità francofona custodita per oltre 900 anni. Il centro studi avrebbe dovuto creare dinamismo culturale ed economico, legato all'afflusso di studiosi, ricercatori e turisti, e il progetto prevedeva che l'edificio ospitasse anche un centro di documentazione e studio dei dialetti, riferimento per la ricerca linguistica. Parte dell'area invasa da macerie e sterpaglie dove non rimane nulla dell'edificio originario, avrebbe dovuto essere destinata a parcheggio, necessario per la fruizione del museo letterario che si trova su un'antica strada stretta ed a senso unico. Nel 1901 il monastero delle benedettine che risale al XIV secolo e l'annessa chiesa della Madonna del Soccorso, vennero ceduti con tutti gli arredi e le opere d'arte al Comune con l'obbligo, imposto dallo stesso ordine Benedettino, di edificarvi una scuola e di mantenere fino a che non vi fossero state suore, la parte del convento. La scuola fu aperta nel 1927 e rimase in funzione fino al terremoto del 1967 che rese tutto l'edificio inagibile. In attesa che si decidessero le modalità di intervento, chiesa e convento crollarono. Dopo il crollo era stata prevista dal Comune la costruzione di una scuola, ma un errore di progettazione ha determinato l'impossibilità di ricostruire l'antica facciata mentre le pietre scolpite lasciate sull'area sono state sottratte da anni. 21082013