PROSPETTI lesionati, cornicioni pericolanti, infiltrazioni d'acqua. Il centro storico che rischia di cadere a pezzi è un campionario di incuria e abbandono, emergenze tamponate e situazioni fuori controllo. Quando qualcosa precipita come lunedì al seicentesco Collegio San Rocco l'allarme cresce. Una traiettoria del rischio che si sviluppa lungo gli assi centrali della città, tra corso Vittorio Emanuele e via Maqueda. Ma la mappa del patrimonio artistico minacciato nel cuore di Palermo è un intasamento di zone rosse di pericolo, per gli edifici e per i passanti. Per dire: a ridosso del Festino, era stato il Comune a improvvisare una tettoia di emergenza per evitare danni in attesa della messa in sicurezza del prospetto della chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi, da cui a febbraio sono piovuti in strada pezzi di cornicione. «Nella maggior parte dei casi non sono edifici a rischio di crollo strutturale spiegano dalla soprintendenza ai Beni Culturali ma i distacchi parziali sono comunque molto pericolosi». La lista del patrimonio artistico sotto minaccia include chiese e palazzi storici, ville e giardini, ma la scarsità o più spesso l'assenza di risorse e i conflitti sulle responsabilità nella gestione causano un'impasse negli interventi di manutenzione. Come nel caso della Cattedrale, che da anni avrebbe bisogno di un restauro che alla soprintendenza definiscono «corposo»: se per evitare ulteriori infiltrazioni che danneggerebbero le strutture lignee è stata collocata una copertura provvisoria, restano problematiche soprattutto le condizioni del portico meridionale, che richiede un intervento da 150 mila euro. Ma gli ultimi fondi regionali per il restauro risalgono al 2009, quando ne furono investiti 50 mila per rimuovere un tappeto d'erba che aveva coperto le absidi. «Da due anni non abbiamo fondi per gli interventi di somma urgenza spiega Lina Bellanca, responsabile del settore Beni architettonici e Urbanistici della soprintendenza Nel capitolo per i restauri non c'è più un euro». Gli interventi finanziati di recente sono solo quelli del Fec, il fondo per gli edifici di culto che fa capo al ministero dell'Interno. È così che verranno realizzati i lavori sul prospetto di via Maqueda della chiesa di San Giuseppe dei Teatini o sull'intasamento del pluviale che minaccia San Domenico dal lato di via Giovanni Meli. Lavori da circa 50 mila euro ritenuti necessari ma che risolvono «problematiche solo parziali». Anche il timpano di coronamento di Santa Ninfa dei Crociferi, già restaurato dopo il sisma del 2002, verrà salvato con questi fondi: «Dopo lunghi periodi di trascuratezza, negli ultimi quattro anni siamo riusciti a realizzare una dozzina di interventi», spiegano alla soprintendenza. Urgente è considerato anche il completamento dei lavori su Porta Nuova e palazzo Ajutamicristo. Nel centro storico sono tanti i palazzi nobiliari che avrebbero bisogno di interventi urgenti. Come palazzo Sammartino, che in passato il Comune aveva provato a vendere e ora vuole recuperare inserendolo nel percorso di Palermo Capitale europea della cultura. O palazzo Fiumetorto Giallongo, per cui sono stati trovati circa due milioni di euro per un cantiere che dovrebbe partire entro l'anno. Ma altri, come il Convento della Sapienza a piazza Magione, avrebbero bisogno di finanziamenti ancora maggiori, tra 4 e 5 milioni. «Gli edifici più problematici sono le chiese e i palazzi, molti dei quali non di proprietà comunale dice l'assessore al Centro Storico, Agata Bazzi Sono interventi molto costosi, per ciascuno dei quali stiamo cercando metodi di finanziamento diversi, dai privati ai fondi europei ai mutui». Con i Fas, per esempio, si sono pagati i restauri di palazzo delle Aquile e della chiesa di San Francesco. Un'emergenza, quella del centro storico, certificata anche dai 60 sequestri disposti quest'anno dal sostituto procuratore Daniele Paci, che ha anche indagato 450 persone. Cifre che fanno il paio con le stime del Comune, secondo cui gli edifici a rischio crollo sono almeno 250.
SICILIA - Niente soldi per i restauri di chiese e palazzi antichi il rischio è fuori controllo
Il centro storico di Palermo è in stato di abbandono e le strutture sono a rischio di crollo. La mappa del patrimonio artistico minacciato è un intasamento di zone rosse di pericolo, per gli edifici e per i passanti. La scarsità di risorse e i conflitti sulle responsabilità nella gestione causano un'impasse negli interventi di manutenzione. La Cattedrale e il Collegio San Rocco sono tra gli edifici che rischiano di cadere a pezzi. La soprintendenza ai Beni Culturali spiega che non ci sono fondi per gli interventi di somma urgenza, ma ci sono fondi per alcuni restauri.
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