Se domani sarà possibile visitare i musei cittadini, anche quest'anno per Pasquetta saranno chiusi quasi tutti i luoghi museali provvisti di parco e giardino: Capodimonte dove c'èlamostra di Velazquez, Sant'Elmo, Villa Pignatelli, Floridiana e altri. Tra gli spazi aperti lunedì in Albis, l'Archeologico e il Tesoro di San Gennaro. Tra le città d'arte d'Italia, Napoli è quella dove sono più numerosi gli spazi chiusi. E se il ministero trova l'accordo coni sindacati, la soprintendenza di Spinosa non cede spiegando che la chiusura è dovuta all'esigenza di tutelare i parchi dal vandalismo. Non mancano le proteste tra gli operatori del settore: si parla di rilancio del turismo e si chiudono musei e giardini per un presunto rischio pic-nic. Il ministero dei Beni culturali: niente musei, scelta necessaria per tutelare i parchi. Il Comune: ci sono molte alternative Nelle altre città italiane tutte le strutture aperte Qui i turisti si perderanno la mostra di Velazquez Anche quest'anno Pasquetta senza musei, o meglio, con divieto d'accesso nelle strutture provviste di giardino per evitare l'assalto delle comitive armate di cestino da pic-nic. Se domani sarà possibile dedicare tutta la giornata all'arte, lunedì il ventaglio delle scelte verrà ridotto: chiusi Capodimonte con la mostra di Velazquez, villa Pignatelli, Castel Sant'Elmo, Duca di Martina e villa Floridiana, Reggia di Caserta; aperti l'Archeologico, Palazzo Reale, San Martino, Castel Nuovo, Tesoro di San Gennaro e, sul fronte parchi pubblici, la villa Comunale e il Virgiliano. Firenze, Roma, Milano, Venezia: l'arte è a portata di mano per tutto il ponte pasquale. Ma scorrendo l'elenco dei siti disponibili durante le feste diffuso dal ministero per i Beni culturali, salta ancora una volta agli occhi il numero di caselle vuote che corrisponde alla voce Napoli. Confermata, dunque, la scelta degli anni passati. Una scelta che nella capitale non scandalizza nessuno: «Le indicazioni del soprintendente Nicola Spinosa - spiega un portavoce del ministro Giuliano Urbani - sono state accolte perché pienamente condivise. Il capoluogo campano non si può considerare un "caso". Se esistessero musei con parchi ; in altre città metropolitane, anche questi resterebbero chiusi nel giorno di Pasquetta per evitare atti di vandalismo e problemi di ordine pubblico». Una strategia che trova d'accordo Luca Esposi-to, assessore comunale al turismo: «Il soprintendente fa bene a chiudere in cancelli per tutelare i giardini. Dispiace, certo, penalizzare i turisti perché i napoletani si comportano male: mai disagi non sono poi così gravi. Nel giorno di Pasqua rutti i musei restano aperti e lunedì, in alternativa a Capodimonte e Castel Sant'Elmo, ci sono l'Archeologico, Palazzo Reale, Castel Nuovo e altri siti non meno interessanti». Ma non tutti la pensano così. «Assurdo vietare l'ingresso nella Floridiana, negando uno spazio verde ai bambini, e nel museo Duca di Martina - si legge in una nota del Comitato valori collinari - inconcepibile l'uso privatistico dei beni museali e ambientali. Mentre si cerca di riqualificare il turismo, si chiudono musei e giardini per un presunto rischio pic-nic: invieremo una lettera di protesta al ministro e agli enti locali». Su questo tema le opinioni sono diverse e, dato che il problema si ripresenta puntualmente ogni armo, le occasioni di polemica non sono mai mancate. In ogni caso resta l'amarezza delle porte sbarrate davanti alla mostra di Velazquez, evento portante della stagione: perché nessuno se la sente di correre il rischio? «Abbiamo fatto un esperimento il 1 novembre per non rinunciare alla rassegna su Caravaggio - ricorda un dipendente del museo di Capodimonte - ed è stato disastroso. Il giorno dopo, durante le operazioni di pulizia traviali e giardini, si è trovato di tutto». Tovagliolini usati? Briciole di pane? «Magari. Sul prato hanno lasciato anche i resti dell'impepata di cozze». Il problema non è molto diverso a Palazzo Reale. Qui si è deciso di lasciare le porte aperte anche a Pasquetta, ma all'ultimo momento è stato necessario chiedere il sostegno della protezione civile per tener fede all'impegno e scongiurare l'«invasione barbarica» nelle aree verdi. All'Archeologico, invece, si annunciano disagi di altro genere: «Siamo in pochi e non ci sono fondi per pagare gli straordinari - racconta un custode - per tenere aperta la sala espositiva con i reperti del metrò, nel corridoio di collegamento con la stazione di piazza Cavour, si è deciso di chiudere al pubblico altre importanti collezioni come quella pompeiana. Scelte sbagliate, perché i turisti restano delusi».