BLITZ all'alba, sotto sequestro lo skate park "The spot" di Ostia Nuova: il terreno del centro sportivo costruito abusivamente nel 2003 appartiene infatti al Vicariato. Continua dunque la maxi inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica sugli abusi edilizi e bandi pubblici falsati del X municipio, nove le persone già indagate. E ieri mattina i sigilli sono scattati anche nella struttura di oltre tremila metri quadrati in via Baffigo 143, transennate le piste da skate, i campi di basket e il ristorante. Presente durante l'operazione anche monsignor Liberio Andreatta, responsabile per la costruzione di nuove chiese, l'area sequestrata è stata già affidata al Vicariato che porterà avanti i progetti della nuova chiesa. Il sequestro è stato condotto dai carabinieri della compagnia di Ostia: «Abusi edilizi in zona con vincoli paesaggistici» è l'ipotesi di reato che ha orientato le indagini dei militari. In sostanza, da quanto è stato accertato, l'area in cui sorge l'ampio skate park era già di proprietà del Vicariato quando una convenzione del Comune di Roma lo ha ceduto alla società sportiva di William Zanchelli. La struttura sportiva era nata come ambizioso progetto voluto per i giovani di Nuova Ostia e con il sogno di farne un luogo di aggregazione. Ma tuttora senza autorizzazioni anche perché, secondo il Vicariato e secondo quanto è stato accertato, l'area era appunto destinata a una nuova parrocchia con oratorio e uffici. Un progetto di fatto mai partito proprio per l'occupazione abusiva messa in atto con le strutture dello skate park: «Da anni dialogavamo con il X Municipio per avere la possibilità di spostare il parco sportivo in un altro luogo, ma siamo dovuti arrivare al sequestro prima che si riuscisse a risolvere la situazione» ha spiegato il gestore Zanchelli. Ma quella di ieri mattina è già la terza operazione eseguita dai carabinieri e ordinata dal pubblico ministero Mario Palazzi che da oltre un anno ha avviato le indagini su appalti truccati e abusi edilizi a Ostia. Lo scorso 16 luglio i controlli erano scattati negli uffici tecnici del palazzetto lidense: sequestrati fascicoli e faldoni su bandi pubblici falsati. Il 26 luglio invece un'altra operazione ha portato i carabinieri nel centro sportivo di via Varna, lo "Sporting Club Infernetto". Sotto sequestro 3 aree degli ottomila metri quadrati: la piscina, il ristorante e un'area giochi. Anche per il centro sportivo l'ipotesi di reato è abuso edilizio, indagato il responsabile del centro. Da quanto è emerso durante gli accertamenti, la struttura era stata realizzata con le opere a scomputo e quindi di proprietà del comune di Roma ma dato poi in appalto e gestito da una società privata, la «Centro studi Arche». Nel mirino delle indagini anche la gara di assegnazione avvenuta,a quanto pare, con un bando pubblico non regolare.