Il sindaco Bianco e l'assessore alla Cultura Licandro sperano di potere cantierare i lavori entro dicembre Verranno realizzati anche un bookshop e una caffetteria Il sindaco ha scelto un giorno che la città reputa fausto, la festa di Sant'Agata d'agosto, per annunciare che i lavori per la completa e definitiva riapertura di castello Ursino saranno ripresi. Come dire che la tela di Penelope di questo infinito restauro potrebbe, infine, arrivare a termine con sollievo di tutti. La «buona novella» del sindaco Enzo Bianco - che già nelle sue precedenti e lontane sindacature si era impegnato per il recupero del maniero di Federico II di Svevia - è che i fondi stanziati nel lontano 2007, su relativo progetto, sono stati rintracciati e recuperati. Si tratta di circa 6 milioni di euro - per l'esattezza 5,9 - fondi comunitari da utilizzare per la valorizzazione museale del castello. A farne richiesta, sette anni fa, fu l'allora assessore alla Cultura Maimone, ma poco dopo il progetto fu stoppato da Silvana Grasso che gli succedette nell'incarico. Aveva scoperto, con sgomento, che non era stata prevista la realizzazione di una seconda scala, quella di sicurezza, condizione indispensabile per l'apertura al pubblico dei piani superiori. Si dovette procedere, dunque, alla rivisitazione del progetto, poi, con la nuova assessora Marella Ferrera, un nuovo intoppo. La scala di sicurezza era stata prevista all'interno del maniero, ma ulteriori verifiche rivelarono che il basamento avrebbe intercettato alcuni rari resti di epoca greca e, dunque, la sovrintendenza e la Regione ritennero il progetto inattuabile. Si torna così a prevedere la realizzazione della scala di sicurezza all'esterno, ma a questo punto i progetti si perdono nei meandri degli uffici e non è dato sapere con certezza se nell'ultima versione viene ripresa l'ipotesi, avanzata molti anni addietro, di realizzare la struttura in vetro e acciaio ricostituendo una delle finte torri semiconiche crollate con il terremoto del 1693. Allo stato - da quanto annunciano il sindaco e l'assessore alla Cultura Orazio Licandro - è certo che il progetto è arrivato alla direzione regionale Infrastrutture, di cui è di competenza, che tutti i visti e i pareri sono a posto e che la Giunta Crocetta s'impegna a inserirlo in una delle misure comunitarie per ottenerne il finanziamento, così come concordato negli anni passati. Se tutto andasse per il meglio i lavori sarebbero cantierabili entro il 31 dicembre. Se, invece, non fosse possibile trovare una misura adatta, allora, i tempi slitterebbero, ma - assicura l'amministrazione - soltanto di qualche mese. Il recupero del progetto e dei fondi «dispersi» - racconta Bianco - è stato posto sul tappeto già in occasione della prima Giunta comunale che si è tenuta il 3 luglio scorso insieme a quella regionale. Allora l'assessore Licandro si premurò di chiederne notizie ai colleghi della Giunta Crocetta e, in particolare, all'assessore alle Infrastrutture Nino Bartolotta che s'impegnò a ritrovare il progetto e a valutarne l'idoneità certificata la quale adesso si può procedere al finanziamento e alla cantierabilità. Questo significa che, grazie alla scala di sicurezza, potranno essere utilizzati anche i due livelli più alti del castello l'ultimo dei quali - alzato nell'ultimo restauro con il controverso rifacimento delle coperture - si presta ad essere un enorme spazio espositivo, oltre ad avere stanze da adibire a depositi e a laboratori di restauro che potrebbero essere aperti al pubblico con finalità didattiche. Il progetto finanziabile prevede anche l'attivazione di tutta una serie di servizi per una migliore fruizione del museo e delle sue collezioni, e dunque, la realizzazione di un bookshop e di una caffetteria dove gli utenti potranno fermarsi per una pausa e per acquistare gadget e testi relativi alla città e ai beni artistici del territorio. E' intenzione dell'assessore Licandro fare di Castello Ursino il «luogo principale dell'offerta e dalla produzione culturale di Catania». «Pensiamo ad un percorso che parte idealmente dal monastero dei Benedettini e passa per il Teatro antico per raggiungere proprio il maniero federiciano, una sorta di "dorsale della cultura" che, anche nell'ottica della promozione turistica, pensiamo come sede permanente di spettacoli e manifestazioni culturali sul modello di Avignone». 18082013