La polemica del critico d'arte Daverio a "Uno mattina estate". Intanto Messina continua a chiedere le statue. Ma la soprintendente dice no: «Sarebbe la privazione di un elemento identitario» REGGIO CALABRIA Un servizio costruito sul dialogo a distanza tra Simonetta Bonomi, soprintendente regionale dei beni archeologici, e Paolo Barbera, consigliere circoscrizionale messinese. Botta e risposta a "Uno mattina estate" tra due punti di vista inconciliabili, divisi dallo Stretto e dalla questione del "trasferimento" dei Bronzi di Riace. «Sarebbe la privazione di un elemento identitario», secondo la Bonomi. «Potrebbero essere visti da centinaia di migliaia di persone e sono senza casa da 1.390 giorni», secondo Barbera. Scontro di campanile con la cultura e l'identità sullo sfondo. E pure un pizzico di delusione registrata tra i turisti («siamo delusi di trovarli così») in visita nelle sale del restauro, offerte dal consiglio regionale. Ma il punto non è se sia meglio Reggio Calabria o Messina. Se come dice la soprintendente spostare le statue sia pericoloso se mancano le condizioni di sicurezza. Philippe Daverio, critico d'arte dalle opinioni piuttosto esplicite, lo sottolinea non proprio en passant: «Reggio Calabria è un posto terribile, Messina è un posto terribile. È un miracolo che la gente vada a Reggio Calabria. I Bronzi, quando erano esposti a Roma, hanno fatto in pochi mesi più visitatori di quanti ne abbiano fatto in anni lì». Non c'entra nulla neppure lo stop ai lavori per la costruzione del nuovo museo: «Il museo è bello, ha dei materiali ottimi, ma non ci andava nessuno perché la città è una catastrofe, ed è grottesco pensare che i Bronzi possano essere un richiamo turistico per quelle zone». Opinioni esplicite, appunto. Confortate da Paolo Conti, giornalista del Corriere della Sera presente in studio: «Stimo la Bonomi, ma uno dei problemi dei Bronzi è proprio questa insistenza sul dato identitario. Non si può immaginare che i Bronzi siano la leva del cambiamento di Reggio Calabria. È possibile che queste opere debbano appartenere a una sola città e non a un'identità nazionale?». E sembrano tornare le proposte, anche recenti, di trasferire le statue a Firenze. Il ministro alla Coesione territoriale, Carlo Trigilia, porta poi la discussione su un piano più politico. Non si sbilancia e ricorda, pur condividendo «le note pessimistiche di Daverio, che sui Bronzi qualcosa è stato fatto. Il museo sarà inaugurato a gennaio del prossimo anno: vogliamo valorizzare dal punto di vista della fruizione questa risorsa straordinaria. Ma restano problemi di mentalità da parte delle classi dirigenti locali, non solo in Calabria ma in tutto il Meridione». E partono le immagini di Pompei, che rischia di cadere a pezzi mentre la mostra che le ha dedicato il British museum colleziona record di ingressi e di guadagni. Un po' come capita ai Bronzi: visitatissimi solo quando sono lontani da "casa". (0020)
Reggio è un posto terribile, un "miracolo" che qualcuno veda lì i Bronzi
La soprintendente regionale dei beni archeologici, Simonetta Bonomi, e il consigliere circoscrizionale messinese, Paolo Barbera, hanno avuto un dibattito a "Uno mattina estate" sul trasferimento dei Bronzi di Riace a Messina. La Bonomi sostiene che il trasferimento sarebbe la privazione di un elemento identitario per Reggio Calabria, mentre Barbera afferma che i Bronzi potrebbero essere visti da centinaia di migliaia di persone e sono senza casa da 1.390 giorni. Il critico d'arte Philippe Daverio ha espresso le sue opinioni esplicite, dicendo che Reggio Calabria è un posto terribile e che i Bronzi non possono essere un richiamo turistico per quelle zone.
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