Fondi europei per rilanciare i musei del Sud, un intervento di salvataggio per le fondazioni liriche «senza che resti a casa nessuno» e soprattutto nuove assunzioni (circa 500), per archeologi, archivisti, bibliotecari e non solo. Incassati i consensi per il decreto "Valore Cultura" - che ora ha tempo fino al 9 di ottobre per diventare legge - Massimo Bray insiste e ribadisce anche dalle vacanze, spese nella casa paterna in Puglia, il progetto di un cambio di pagina per la cultura. Dalla necessità di un turismo consapevole che passi per una valorizzazione non consumistica del patrimonio, al sogno «che deve diventare realtà» di musei con orari flessibili, librerie accoglienti, caffé d'appeal che non ci facciano più invidiare gli alti standard internazionali. Se andasse tutto in porto una piccola rivoluzione. E intanto rassicura i lavoratori della lirica. Anche con i tagli richiesti alle fondazioni in difficoltà, assicura, «lavoreremo perché non resti a casa nessuno». Il personale in più verrà riassorbito da Ales, la spa del ministero, «ma anche gli enti locali faranno la loro parte». Intanto Bray difende e rivendica la scelta del governo di unire cultura e turismo e torna sul concetto di "cultura per tutti". Intanto l'apertura a Ferragosto delle aree archeologiche e dei musei statali (in attesa di "Una notte al museo" in agenda il 31 agosto) ha dato i suoi frutti: agli Uffizi è stato ad esempio segnato un più 29,65 di turisti.