Dopo la nomina di Roversi Monaco Galletti: «Valuteremo attentamente la regolarità» Non si placa la guerra a colpi di dossier attorno alla nomina del nuovo presidente dell'Accademia di Belle Arti. L'ex rettore ed ex presidente della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi Monaco, è tornato al vertice dell'istituzione (l'aveva già guidata fino al 2010) il 5 agosto. Il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, l'ha nominato all'interno di una terna votata all'unanimità dal consiglio accademico, di cui facevano parte il dirigente della cultura del Comune Mauro Felicori e il già soprintendente ai beni artistici Andrea Emiliani. Da quel momento è scattata una battaglia al calor bianco, l'ennesima che si consuma nell'Accademia che ha più di 300 anni di vita. Battaglia che approderà sul tavolo del ministro. «Quando avremo ricevuto tutte le osservazioni del direttore, del consigliere e del presidente ne vaglieremo attentamente i contenuti e valuteremo la regolarità o meno delle procedure adottate da parte dell'Accademia per la designazione della terna», annuncia il sottosegretario all'Istruzione, l'udc Gian Luca Galletti. Mercoledì è stata la giornata del dossier e del contro-dossier di due dei duellanti in campo: il rappresentante del ministero nel cda dell'Accademia, il critico d'arte reggiano Alberto Agazzani, che sta animando il dibattito con pesanti accuse anche dal suo profilo Facebook, e il direttore dell'istituzione Mauro Mazzali, la cui nomina è stata dichiarata illegittima da una sentenza del Tar di inizio agosto che ha accolto il ricorso presentato dall'ex direttore Adriano Baccilieri. Agazzani ha mandato al ministro gli esiti di «una indagine» che ha «condotto personalmente» e in parallelo a quella interna avviata dal presidente uscente dell'Accademia, Alessandro Fiumi, escluso dalla terna. Ha voluto innanzitutto segnalare al ministro le «situazioni di possibili intimidazioni o comunque condizionamenti» nei confronti delle due studentesse rappresentanti degli studenti in consiglio accademico e in cda, «situazioni che hanno condotto le due studentesse si legge nel documento di Agazzani a non poter operare in condizioni di serenità e di autonomia di giudizio» rispetto alla procedura di scelta della presidenza. Mazzali ha inviato le sue «controdeduzioni» al ministro ricordando in premessa che il Consiglio accademico ha deliberato la terna dei candidati alla presidenza in modo «unanime». Subito dopo scrive che le rappresentanti degli studenti «sentite in modo irrituale e senza alcun contradditorio», non hanno poi «mai formalizzato per iscritto o in riunioni ufficiali quanto invece riportato da Agazzani». Ma questo è solo il primo dei punti di scontro. Scontro incentrato sulle caratteristiche delle candidature e in particolare sulle modalità in cui sarebbe stata presentata quella di Fiumi. Per Agazzani non se ne sarebbe fatta parola, per Mazzali invece sì. Un aspetto questo che emerge anche dal verbale del famoso consiglio accademico del 23 luglio in cui è stata formalizzata la terna. Per Mazzali, si legge nel verbale, il presidente uscente non aveva i «requisiti richiesti dalla legge» per essere riconfermato. Inoltre, su di lui pesava la «limitata operatività spesso non coordinata con l'azione di indirizzo svolta dal consiglio accademico dimostrata durante il suo mandato». Mazzali spiegò ai consiglieri che secondo quanto previsto dalla legge il presidente deve vantare una «alta qualificazione professionale e manageriale» nonché una «comprovata esperienza maturata nell'ambito di organi di istituzioni culturali ovvero riconosciuta competenza nell'ambito artistico e culturale». E sulla base di questi parametri che Mazzali suggerì i nomi di Roversi Monaco, Emiliani e Felicori: in «tutti e tre in casi si legge nel verbale si possono riscontrare le caratteristiche richieste dalla legge». Questa battaglia si sta combattendo sulla testa degli studenti. «È una vicenda spinosa, cerchiamo di capire dove sta il nostro interesse», sospira Elisa Tebaldi, rappresentante degli studenti in cda, una delle due che avrebbe subito intimidazioni e condizionamenti. «È accaduto un brutto episodio ma precedente a questa vicenda spiega , è vero che c'è stata poca serietà nello svolgimento della procedura per l'individuazione della terna. Volevamo riunire la consulta degli studenti per invalidare la decisione del consiglio accademico, ma prima vogliamo capire come intende muoversi il consiglio stesso». 16 agosto 2013
BOLOGNA-È guerra all'Accademia di Belle Arti: i dossier al ministro Carrozza
Il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha nominato Fabio Roversi Monaco come nuovo presidente dell'Accademia di Belle Arti. La nomina è stata approvata all'unanimità dal consiglio accademico, composto da Mauro Felicori e Andrea Emiliani. Tuttavia, la battaglia è già iniziata, con il rappresentante del ministero, Alberto Agazzani, che ha inviato un dossier al ministro con accuse contro la procedura di scelta della presidenza. Agazzani sostiene che le due studentesse rappresentanti degli studenti in consiglio accademico e in cda sono state intimidate e condizionate.
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