Giacomo Puccini, chi era costui? E Boccherini, Catalani, Geminiani, Luporini? E quali passi avanti ha concretamente fatto la proposta avanzata nei giorni della pomposa presenza dei delegati Unesco per attribuire a Lucca l'appellativo di "Città della musica"? A che punto è il progetto concordato tra amministrazioni, istituti, enti, associazioni musicali e categorie economiche per arrivare almeno ad uno straccio di progetto coordinato che copra tutto l'arco dell'anno e renda permanenti e promuovibili con largo anticipo i principali eventi che dovrebbero ripetersi tutti gli anni nello stesso periodo? Gli interrogativi diventano di pressante attualità alla luce di due fatti di cui Il Tirreno ha parlato in questi giorni: la nomina del nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Puccini e l'evidente buco nel calendario degli eventi di qualità che continua a regnare sovrano nel periodo in cui, finito il Summer Festival di luglio, si registra fino alla Mostra dei Comics di fine ottobre la mancanza di manifestazioni di grande richiamo sulla scena nazionale e internazionale. Certo, non è di alcuna utilità cercare capri espiatori sul flop delle iniziative sparute e, con rare e lodevoli eccezioni, di non eccelso spessore per Puccini. Ma non si può far finta di non vedere che nemmeno si riesce a far decollare le presenze nel museo della Casa Natale, poco o punto segnalato e pubblicizzato (anche Renzo Arbore al Summer ha associato Puccini a Torre del Lago) e comunque sostanzialmente privo di proposte collaterali di effettivo richiamo, tanto che il flusso di visitatori dopo l'ottimo e incoraggiante avvio è progressivamente calato. Le colpe sono di tutte le forze che, a vario titolo, dovrebbero e potrebbero aver fatto qualcosa e invece si sono distinte per immobilismo, non riuscendo neppure ad agganciarsi alla proposta dell'Istituto Boccherini per un giugno di piccoli concerti che gli allievi e i docenti avrebbero volentieri offerto alla città, oppure ad organizzare un numero adeguato di mostre, dibattiti, percorsi, itinerari e via dicendo. Nemmeno poter contare sui consistenti fondi che alla Fondazione arrivano dai diritti sulle opere dell'autore consente di vedere il programma che dovrebbe finalmente far capire al mondo che Lucca è la città di Puccini e della musica. Possibile che gli ospiti debbano scoprirlo solo per le proposte che, tra mille critiche per la qualità, Andrea Colombini continua ad assicurare nell'Oratorio S. Giuseppe? Davvero difficile capire, soprattutto se si considera come, con risorse assai più modeste, si riesce a far funzionare musei privati come il L.u.C.C.A. In questo quadro non edificante, c'è attesa per le decisioni del nuovo Cda della Fondazione dedicata al Maestro. Sono entrate persone altamente rappresentative di soggetti che molto puntano sul rilancio del turismo di qualità e sulla programmazione: da loro, e dal sindaco che presiederà il Cda, la città si aspetta che pongano finalmente mano a scelte concrete ed efficaci, anche sotto il profilo della gestione, perché Puccini diventi davvero il grande evento permanente per Lucca, in tutti i mesi dell'anno, e faccia da apripista per iniziative analoghe in grado di recuperare e rilanciare all'attenzione del mondo anche gli altri grandi compositori della "città della musica". Ce ne sono tutti i presupposti e le prerogative, ma bisogna passare dalle parole ai fatti. Sempre che le giornate dell'Unesco non fossero soltanto uno scherzo, peraltro di un certo costo per i contribuenti, nonostante gli sponsor
LUCCA - la risorsa che la città non riesce a valorizzare
Il testo discute la situazione della Fondazione Puccini a Lucca, che non riesce a promuovere adeguatamente la musica e la cultura del compositore. Il progetto concordato tra amministrazioni e istituti musicali non è stato realizzato e non ci sono eventi di qualità nella città. La Fondazione Puccini non riesce a gestire bene le risorse e non è in grado di promuovere il turismo di qualità. Il testo chiede al nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione di prendere decisioni concrete e efficaci per rilanciare la città e promuovere la musica di Puccini. Il testo conclude che ci sono presupposti e prerogative per realizzare questo progetto, ma bisogna passare dalle parole ai fatti.
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