Il nuovo museo, con i fondi della Regione, sarà allestito nell'ex chiesa del Collegio dei Gesuiti gli arazzi custoditi nellangusto museo della Chiesa Madre I preziosi arazzi fiamminghi custoditi nell'angusto museo sul retro della Chiesa Madre troveranno nuova e più adeguata collocazione all'interno dell'ex chiesa del Collegio dei gesuiti. L'edificio sacro all'angolo tra le vie Vincenzo Pipitone e Mario Rapisardi sarà, infatti, trasformato in un «innovativo museo ecclesiastico». Il progetto, di cui si parlò per la prima volta nell'aprile 2007, è del settore Demo-etno-antropologico della Soprintendenza diretto dall'architetto Luigi Biondo. Adesso, finalmente, dalla Regione è arrivato l'ok al finanziamento necessario per l'allestimento museale: tre milioni di euro. La concessione della somma è stata comunicata al sindaco Giulia Adamo e al consigliere con delega ai beni culturali Arturo Galfano dall'architetto Gaspare Bianco, responsabile del relativo procedimento burocratico. «Ho chiamato il vescovo Domenico Mogavero - ha subito dopo dichiarato il sindaco Adamo - per ringraziarlo della collaborazione offerta nella lunga procedura che, dopo diverse sollecitazioni alla Regione, giunge ora a conclusione. Gli splendidi Arazzi fiamminghi, presto, potranno avere migliore e più adeguata esposizione, a beneficio di turisti e visitatori che ogni anno affollano l'attuale ed angusta sede di via Garraffa». I tre milioni di euro consentiranno l'esecuzione dei lavori di adeguamento della chiesa del Collegio. «Il decreto firmato dal dirigente Sergio Gelardi - spiega il consigliere Galfano - giunge dopo alcuni incontri a Palermo. Ora, grazie anche alla sensibilità del Soprintendente di Trapani Paola Misuraca, tutto è andato a buon fine e Marsala potrà migliorare la sua rete museale». Il progetto per la sistemazione della chiesa del Collegio (di proprietà della Diocesi di Mazara) è stato curato dall'architetto Luigi Biondo e prevede un sistema di conservazione delle preziose opere, la custodia, gli arredamenti, un allarme di nuova generazione e una sala incontri. Dono di monsignor Antonino Lombardo, marsalese che dal 1585 al 1595, anno della morte, fu vescovo di Messina (dove, pare, non fu molto amato), gli otto arazzi fiamminghi della Chiesa Madre sono del XVI secolo e illustrano le principali vicende della conquista di Gerusalemme da parte dei romani Vespasiano e Tito (66-68 dopo Cristo) secondo il testo del De Bello Judaico dello scrittore ebreo Giuseppe Flavio, che fu anche attivo e determinante protagonista della vicenda bellica e della riappacificazione tra i due popoli. Antonio Pizzo 14082013