"Forti pressioni anche da sinistra" Le pressioni sono fortissime, anche pezzi di sindacato e tanti del centrosinistra insistono per il raddoppio dell'aeroporto. Ma io resisto: l'alternativa sarebbe un disastro ambientale". Esterino Montino (Pd) è il sindaco di Fiumicino dallo scorso giugno. Politico di lungo corso (senatore dal 2001 al 2008, vicepresidente in Regione con Piero Marrazzo) gioca una partita complicata. Lei si è detto "non contrario" all'ampliamento dello scalo di Fiumicino Sud, appena autorizzato. Gli interventi previsti, come la costruzione di nuovi terminal e l'incremento delle piazzole, sono positivi, perché valorizzeranno l'aeroporto, rimanendo nell'area già delimitata. L'importante è che siano fatti in modo coerente con l'attuale scalo, e non in funzione di un secondo aeroporto nella zona nord, a cui resto contrarissimo. Nella nota ufficiale si parla già di un tavolo tecnico "per stimare gli impatti ambientali" di un ulteriore ampliamento dello scalo. Andrò a quel tavolo per ribadire la mia netta opposizione. Perché dice no? Innanzitutto perché il raddoppio di Fiumicino non serve. Tutti gli scali con un traffico analogo al nostro (attorno ai 37 milioni di passeggeri nel 2012, ndr) hanno due piste, mentre Fiumicino ne ha tre: anzi, di fatto quattro, perché la terza si divide in due piste. Che senso ha farne una quinta? Dicono che servirebbe ad aumentare il traffico di passeggeri. Falso. L'aeroporto londinese di Heatrow (il più trafficato d'Europa, ndr) ha due piste, ma può contare su cinque terminal. La verità è che un nuovo scalo a nord, nella zona di Maccarese, porterebbe solo a un disastro ambientale. In quell'area c'è una riserva naturale fondamentale. Il Sole 24 ore ha scritto di un decreto imminente del ministero dell'Ambiente per "istituire una riserva naturale nel bel mezzo dell'area di sviluppo di Fiumicino Nord". Io ho ottenuto dalla Conferenza dei servizi un parere che rafforza il vincolo su un'area naturale connessa alla riserva. Per renderlo operativo serve un decreto a firma del ministro e del governatore Zingaretti. Il resto sono solo pressioni mediatiche. Ovvero? Da mesi certa stampa preme su Andrea Orlando per la vicenda di Fiumicino. Era successo anche a Mario Monti: volevano spingerlo a firmare il decreto per l'aumento delle tariffe aeroportuali, necessario per rientrare delle spese per i lavori nell'aeroporto. E alla fine l'ex premier ha firmato (lo scorso dicembre, ndr). L'affare è di quelli importanti. È notevole anche il conflitto d'interessi. A volere il raddoppio sono l'Enac e Aeroporti di Roma, società che ha come azionista di maggioranza il gruppo Benetton. E proprio i Benetton sono proprietari dei mille ettari dove dovrebbero costruire la seconda aerostazione. Li comprarono 13 anni fa, per 50 milioni: dall'esproprio ne prenderebbero 200, che di fatto pagherebbero a se stessi. Anche esponenti del suo partito sono favorevoli. Come l'europarlamentare David Sassoli, con cui lei ha polemizzato giorni fa. Le pressioni sono fortissime anche sui politici. E questo spinge a parlare del tema anche persone che non hanno competenza per farlo. Forse molti non ricordano che già ora gli abitanti della zona di Fiumicino devono tollerare un rumore e un inquinamento enormi. Con il raddoppio , gli aerei passerebbero a pochi metri da scuole e asili. Zingaretti e Marino che ne pensano? Sono entrambi contrari all'ampliamento a nord, me l'hanno ripetuto anche nei giorni scorsi. E lei, quante pressioni riceve? Enormi e continue. Sono venuti anche sindacalisti. Usano tutti lo stesso argomento: "Il raddoppio porterà soldi e occupazione". Ma il lavoro non può passare sopra la vita di migliaia di persone. Esterino Montino LaPresse
FIUMICINO - L'ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino. Per la parte sud c'è l'ok.
Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, si oppone al raddoppio dell'aeroporto. Afferma che non serve e che porterà a un disastro ambientale. Il raddoppio sarebbe utile per aumentare il traffico di passeggeri, ma Fiumicino già ha tre piste e il traffico è analogo a quello di altri aeroporti con due piste. Montino sostiene che un nuovo scalo a nord sarebbe dannoso per l'ambiente, in quanto si troverebbe in un'area naturale. Ha già ottenuto un parere che rafforza il vincolo su un'area naturale connessa alla riserva. Il ministro dell'Ambiente e il governatore Zingaretti devono firmare un decreto per renderlo operativo.
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