Diciamolo, ciò che succede a Venezia non può non indignare chiunque abbia anche solo un po' di raziocinio e di sensibilità. Uno scandalo. Una sconcezza. Contestare la libera circolazione di grandi navi piene di americani, giapponesi e tedeschi, tutta gente onesta che paga le tasse, con la sola scusa che lì c'è una vecchia città mezza allagata, è un atteggiamento antimoderno e antieconomico che condanna il nostro paese all'arretratezza. Ma l'avete vista piazza San Marco? Avete visto quelle migliaia e migliaia di metri quadri liberi e sgombri mentre magari in altre zone c'è chi cerca freneticamente un parcheggio per la macchina senza trovarlo? Che spreco! E, a proposito di lavori pubblici e grandi opere, cosa si aspetta a realizzare il tanto atteso raddoppio del Canal Grande, con conseguente abbattimento di quei fastidiosi ponti? O si vuol continuare a far fare il giro largo, passando dalla Giudecca, alle grandi navi che portano turisti e quindi benessere? Questo è un accorato grido di allarme, che non riguarda, beninteso, solo quella piccola città allagata del Veneto. Tanto per restare al Nord, guardate le Dolomiti. Migliaia e migliaia di turisti arrivano qui per vedere questa meraviglia e cosa trovano? Sentieri sterrati e in salita! E in certi prati delle malghe più alte - diciamolo anche se pare sconveniente - c'è puzza di merda di mucca! E in molti casi addirittura persistono boschi che ostruiscono la vista, che nascondono le cime! È così che aiutiamo il turismo? E scendendo a Sud la situazione peggiora ancora. Lasciamo stare il centro di Roma, per carità, che è pieno di ruderi , case mezzo crollate, con uno stadio inutilizzabile e obsoleto come il Colosseo, che tra l'altro costringe le auto a una pericolosa curva. In Egitto, almeno, le piramidi le hanno fatte lontano dal centro! Ma pensate a Capri, per esempio. Possibile che uno non possa sdraiarsi comodo sulla spiaggetta perché ha davanti due sassi antiestetici che gli fanno ombra nelle ore migliori? Non è che chiamarli pomposamente "faraglioni" migliora la situazione: il turista paga per prendere il sole, rilassarsi, non per vedere due rocce immerse nell'acqua, che tra l'altro sono un pericolo per la navigazione. Come vedete, il paese è arretrato. Colpa del suo immobilismo politico, dicono in molti. E in effetti è vero: continuare a conservare cose vecchie e impedire la realizzazione di tante belle costruzioni moderne è un segnale. Il governo Berlusconi, almeno lo aveva capito e a L'Aquila aveva fatto del suo meglio: casette nuove! Altro che rimettere in piedi case e palazzi di due o trecento anni fa! E poi, come in ogni polemica che riguardi l'Italia, i suoi sprechi, i suoi schiaffi a una sana concorrenza liberista , c'è Pompei. Sì, Pompei, una città distrutta duemila anni fa che oggi occupa diverse centinaia di ettari meravigliosamente edificabili, fosse pure - se è una necessità bisogna affrontarla - abusivamente. Insomma, avrete capito, quella delle grandi navi a Venezia è soltanto la punta dell'iceberg: è tutto il paese che deve affrontare una volta per tutte la questione della modernità. Mi diceva un turista tedesco che a Pisa ha girato tre ore per trovare un parcheggio e poi c'era una piazza completamente libera con una torre storta. Dico, capisco il timore che caschi sulle vetture posteggiate costringendo poi le assicurazioni a un salasso notevole, ma allora non si può abbatterla subito? Piccolezze, d'accordo, dettagli. Ma non è anche da queste cose che si vede quanto un paese tiene al suo futuro?