La soluzione è semplice: basta che i ministri competenti, dei Trasporti e dell'Ambiente, si sveglino e facciano un decreto che vieti il passaggio delle Grandi Navi. Ci vogliono 5 minuti". Massimo Cacciari, filosofo, tre volte sindaco di Venezia, va dritto al cuore del problema e spiega: "Lo dico da 15 anni. Si prendono le Grandi Navi e le si spostano al canale dei petroli, si attrezza l'area di Marghera e si organizza un sistema per condurre i passeggeri nel cuore di Venezia oppure si realizza un porto off-shore fuori dalla Laguna". Ma se è così semplice perché l'oltraggio continua? Uno perché dicono che occorre trovare l'alternativa. Due perché vogliono impedire un riscontro negativo dal punto di vista economico degli interessi privati. Guardare San Marco dall'alto di 60 metri è lo spettacolo più bello del mondo, eliminarlo per le compagnie di navigazione, che vendono il pacchetto completo di partenza e arrivo in Laguna, equivarrebbe ad una contrazione dei passeggeri. Ci sono salito una volta ed è di una bellezza incredibile per questo è il clou della crociera e la vendono soprattutto per questo spettacolo. Che vuole che gliene importi a loro dei danni alla fondamenta di Venezia? Perfino ai turisti piace da morire immortalare questi giganti. È un fuoriscala pazzesco da film dell'orrore. Commistione tra interessi privati e politica. Ciò che sfugge ai più è l'assoluta complicità tra potere e sudditi, l'idea che la plebe sia sempre sana e il potere insano non corrisponde alla realtà. Una volta che le navi non arriveranno più alla marittima ci sarà un'insurrezione popolare. Le categorie di albergatori, di ristoratori protesteranno per i vantaggi che verranno meno perché quando le navi verranno portate fuori dalla Laguna chi glielo fa fare alle compagnie di far alloggiare i passeggeri per una notte in strutture alberghiere di lusso come lo Stucchi della Giudecca? Li portano in un hotel di Mestre che costa la metà. Voglio dire che la scelta sacrosanta farà tacere quelli che oggi protestano e protestare quelli che oggi tacciono. Ma non è compito della politica scegliere ciò che è giusto per il bene comune e non ciò che è conveniente per qualcuno? Ovvio. La via d'uscita è sfidare il malcontento popolare perché è qui che risiede la responsabilità del politico. Ma negli ultimi anni è diventato impraticabile. Un po' perché i politici sono quello che sono e un po' perché non ci sono più i partiti che fungano da metabolizzatore tra la cosiddetta società civile e la politica. Oggi assistiamo all'inflazione delle domande e all'incapacità della politica di dare risposte ragionevoli. Eliminare le Grandi Navi dal bacino di San Marco è una priorità per la conservazione di Venezia anche se sappiamo che avremo a che fare con manifestanti complementari e opposti. Poi si aggiungono gli interessi di ognuno. I Ministri non decidono, Costa è felice perché non rischia di vedere diminuire gli incassi dell'Autorità Portuale e così via. Condivide la soluzione del Presidente dell'Autorità Portuale Paolo Costa di scavare il canale Contorta-Sant'Angelo? Sarebbe il disastro più grande di questo mondo! Già l'aver scavato il canale dei petroli ha provocato danni incredibili. Siamo matti? E poi i costi. Già il Mose, contro cui mi sono battuto da sindaco, ha drenato tutti i soldi per la salvaguardia di Venezia. Poi scopriamo che il Consorzio Venezia Nuova elargiva mazzette ecc... e che Paolo Costa, altro plaudente al Mose, si è fatto finanziare la campagna elettorale da imprese del Consorzio. Basterebbe dare tutti i poteri al sindaco. Certo. Anche se spero per il bene di Orsoni che non avvenga... (ride). Guardi Venezia è sopravvissuta a cose peggiori. Di certo sarà sempre più difficile mantenerla visto che, cessata la Legge speciale, non ci sono più risorse neppure per la manutenzione ordinaria e ci sono difficoltà enormi anche a dare soldi ai privati per il restauro dei palazzi che ha costi tre volte di quelli in una città della terra ferma. Sa cosa penso? Che anche grazie ai Celentano di turno qualcosa si farà. Temo che si faccia il peggio: scavare un altro canale, sperpero di denaro e mantenimento del business.
VENEZIA - L'ex sindaco Massimo Cacciari - "Letta non si inchini ai privati: subito il divieto"
Massimo Cacciari, filosofo e ex sindaco di Venezia, sostiene che la soluzione per evitare danni alla città è semplice: vietare il passaggio delle Grandi Navi al canale di San Marco. Cacciari suggerisce di spostare le navi al canale dei petroli e di costruire un porto off-shore o un sistema per trasportare i passeggeri nel cuore della città. Tuttavia, l'oltraggio continua a causa di interessi privati e politici. I ministri competenti dovrebbero prendere una decisione, ma la complicità tra potere e sudditi impedisce una soluzione efficace. Cacciari prevede un'insurrezione popolare se le navi non saranno più in grado di arrivare alla marittima.
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