Per giudicare la pedonalizzazione dei Fori Imperiali sarà opportuno aspettare settembre, il ritorno dalle vacanze dei cittadini che una vacanza se la sono potuta permettere, la riapertura delle scuole. Quel giorno capiremo meglio se quest'idea ha qualcosa di grandioso o di suicida. Per adesso, la situazione è abbastanza indecifrabile. Certo non è drammatica come qualcuno si sforza di voler dimostrare: piuttosto, in certi momenti, a fidarsi del colpo d'occhio, si assiste a scene grottesche, se non proprio comiche.C'è gente che al rione Monti esce dal portone di casa e, se prova ad attraversare la strada, non sa bene da che parte arrivino le auto. Il giorno prima giungevano da destra, oggi eccole piombare da sinistra. Non solo però sensi di marcia invertiti nella notte: anche incroci spostati, segnaletica bizzarra, spartitraffico di cui non si capisce l'utilità, autovelox posizionati e dopo due ore rimossi, parcheggi che spariscono e improvvisamente riappaiono.La sensazione è che si sia proceduto un po' troppo in fretta, forse la voglia di mantenere subito una promessa elettorale, forse un filo di ottimismo e scarsa conoscenza di questa città, dove - di solito - appena si sposta un semaforo subito nasce un comitato che quel semaforo vuole riportarlo dov'era. Poi è anche probabile che ci sia stato un grossolano errore di comunicazione: ai romani non è stato infatti ben spiegato che la chiusura al traffico privato di quel breve tratto dei Fori Imperiali dovrebbe essere il primo passo verso l'ambiziosa e assai complicata creazione di un Parco Archeologico cittadino, il più grande del pianeta. Così, per adesso, la gente giudica perplessa ciò che vede: una rivoluzione della viabilità per consentire che duecento metri di strada, quelli che da largo Corrado Ricci portano fin sotto al Colosseo, restino perfettamente percorribili solo ai bus, ai taxi e ai mezzi di autonoleggio.È chiaro che a settembre bisognerà esserci, e verificare. La sensazione comunque è che il lavoro dei cronisti sarà piuttosto faticoso. Perché questa storia della pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, tanto rumorosa mediaticamente, ha distratto l'attenzione dai grandi, veri problemi della città. Anche attraversandola in queste torride giornate di agosto, lo sguardo scorre mestamente sui marciapiedi sudici e sui pullman turistici parcheggiati fin sotto il Campidoglio, mentre i vicoli di Trastevere e dietro Campo de' Fiori hanno sempre il mortificante aspetto di un suk, tra mangiafuoco e venditori ambulanti, punkabbestia molesti e bande di coatti fatti di coca e alcol in cerca di rissa. I proprietari di ristoranti e bar continuano ad aprire tendoni e a spostare abusivamente tavolini ovunque ci sia un centimetro di spazio con la sfrontatezza di un'impunità acquisita negli anni. I vigili urbani fumano distratti all'ombra dei portoni.Il sindaco che ha voluto la bicicletta, tra un paio di settimane, dovrà mettersi a pedalare forte.