ERA e rimane uno dei parchi più belli della città, 128mila metri quadrati di verde in un quartiere popolare a ridosso della ferrovia, stretto fra via Giacosa e la multietnica via Padova, la Belleville di Milano. Ma il Trotter, nonostante la sua storia gloriosa e un futuro pieno di promesse, rimane al momento ancora «un parco in cerca d' autore». IL TROTTER è stretto nella morsa fra il degrado e una mancanza di fondi che comprime la possibilità di mettere il turbo al rilancio. Ci sono grandi progetti per la rinascita di questo gioiello verde, che ai primi del ' 900 era il galoppatoio di Milano, per diventare poi, dagli anni ' 20, la sede di una «colonia elioterapica», scuola speciale per bambini dalla salute cagionevole. Dopo vent' anni almeno di proteste del quartiere e di promesse mancate da parte delle istituzioni, pochi mesi fa la Fondazione Cariplo ha annunciato che cofinanzierà, assieme al Comune, un grande progetto di recupero da 11 milioni di euro firmato dal Politecnico. Un piano che era nel cassetto da oltre dieci anni per mancanza di fondi e che adesso ha dato il via al primo concreto cantiere per la ristrutturazione dell' ex convitto e dell' ex centrale termica, circa 4.500 metri quadrati di palazzine in stile inglese affacciate su via Padova. Diventeranno in parte aule per la scuola media, in parte «servizi sociali» rivolti alla fascia materno infantile. Fine lavori, 2015, in tempo per l' Expo. L' edificio primo Novecento dell' ex Convitto è affacciato su via Padova ed è chiuso e abbandonato da anni. Occupato da senza tetto e poi murato, è da sempre il simbolo visibile dell' incuria di cui è stato vittima il parco, che pure è vincolato dalla Soprintendenza ed è stato inserito tra i "beni da valorizzare" dal Fai. Anni fa, era stata restaurata l' ex chiesetta interna al parco, che ormai è uno dei poli vitali della zona, con le sue iniziative culturali, le mostre, i dibattiti, i convegni e le serate. Non c' è ancora niente da fare, invece, per la grande piscina di marmo, inagibile da mezzo secolo, sulla quale tante idee si sono spese negli anni. «Per ora partiamo dall' ex convitto che diventerà un grande spazio sociale aperto alla progettualità partecipata del quartiere - spiega l' assessore all' Educazione Francesco Cappelli, ex preside delle scuole interne al parco - Abbiamo cominciato a fare assemblee col terzo settore che opera in quartiere per raccogliere idee, proposte e progetti. Vogliamo arrivare al 2015, quando i lavori saranno finiti, con un palinsesto di iniziative già programmate». Per il momento il parco è soprattutto il grande contenitore delle attività scolastiche, coordinate oggi dal preside Mario Uboldi, che ha preso il posto di Cappelli. Scuole, va detto, molto particolari. Qui il 55 per cento degli alunni porta un cognome straniero anche se in un caso su due si tratta di bimbi nati e cresciuti in città, dunque milanesi al cento per cento (salvo per quel che riguarda il passaporto). Non a caso al Trotter ha sede il coordinamento di quei Poli Start - diretti da Arcangela Mastromarco - che organizzano tutte le iniziative cittadine per sostenere la multiculturalità fra i banchi di scuola. D' altronde, al parco Trotter e nelle sue scuole si è sempre sperimentato e innovato - qui è nato il modello dell' integrazione verticale materna-elementare media e il tempo pieno - una sperimentazione tanto più necessaria oggi che via Padova è divenuta la palestra della multietnicità milanese. Il luogo dove la scommessa dell' integrazione fra le comunità straniere e la popolazione milanese è da anni un fatto concreto, non certo un modello da inseguire o da inventare. «Noi siamo sempre qui fiduciosi nella possibilità di rilanciare il parco e tutto quel che gli ruota attorno - spiega Lella Trapella dell' associazione Amici Parco Trotter - Certo, in questa fase di ristrettezze di bilancio e di crisi, anche da noi si sente la difficoltà di fare partire qualche iniziativa nuova per contrastare il degrado e i vandalismi che tornano a farsi vedere. C' è stato anche uno stupro, recentemente, un fatto che ci ha rattristato tutti molto. Ci ha riportato indietro di anni con la memoria. In questo parco ci sarebbe molto da fare, ma non si possono pretendere i miracoli, se il quartiere viene lasciato a se stesso, se agli annunci non seguono segnali concreti». Milano non può permettersi di giocarsi il Trotter. Sia per il suo modello di socialità basata sul dialogo e il confronto, sia perché questo parco, e il quartiere attorno, sono il banco di prova per l' amministrazione Pisapia che la città può essere governata in un modo diverso rispetto al passato. La giunta Moratti nel febbraio 2010 volle qui l' esercito a presidiare le vie, dopo al rivolta seguita all' omicidio di un giovane egiziano da parte di un ragazzo di una baby gang latina. La giunta arancione la vede in un modo opposto: «Vogliamo dare un segnale di apertura alla città, senza più distinzioni tra centro e periferia: il Trotter diventerà entro il 2015 la sede dell' Expo dei bambini, il centro della città metropolitana», ha sottolineato il sindaco Giuliano Pisapia, presentando il piano di recupero assieme al presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti.
MILANO - Parco Trotter passato illustre e futuro pieno di promesse
Il parco Trotter a Milano è uno dei più belli della città, ma rimane in attesa di un rilancio. Il parco è stato oggetto di proteste del quartiere e di promesse mancate da parte delle istituzioni. La Fondazione Cariplo ha annunciato di cofinanziare un grande progetto di recupero da 11 milioni di euro, che prevede la ristrutturazione dell' ex convitto e dell' ex centrale termica. Il progetto prevede la creazione di aule per la scuola media e servizi sociali rivolti alla fascia materna infantile. Il parco è anche sede di una colonia elioterapica e ha una grande piscina di marmo inagibile da mezzo secolo.
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