LARCIANO Un piccolo tesoro archeologico, spuntato casualmente duranti i lavori per il metanodooto in località Ponte al Prato, nel comune di Larciano: i resti di un piccolo mulino ad acqua in legno, risalente al III-IV secolo dopo Cristo. Il ritrovamento è stato effettuato durante gli scavi nel cantiere Snam Rete Gas del metanodotto Larciano-Monsummano Terme-Lamporecchio. Una scoperta importante in quanto la Soprintendenza ai Beni archeologici ha definito quei resti come "unico esempio conosciuto in Italia per consistenza dei reperti e per antichità dei medesimi". Il mulino ad acqua è stato ora trasferito dal cantiere al laboratorio di restauro del legno bagnato di Pisa, con un camion munito di due casse in legno e un braccio mobile mesii a disposizione dalla stessa Snam. A Pisa sarà restaurato e analizzato per individuarne l'esatta origine. Secondo gli esperti, però, si trattarebbe, come detto, di un ritrovamento unico in Italia. «Per la realizzazione di ogni opera, Snam Rete Gas pone particolare attenzione alla salvaguardia del patrimonio archeologico spiega e l'azienda, che è stata pubblicamente ringraziata dalla Soprintendenza per la sensibilità e la disposnibilità avvalendosi del contributo specialistico di un team archeologico che ha il compito è di visionare le fasi di posa della condotta». Il tratto del gasdotto interessato dal ritrovamento è lungo circa 9 chilometri e si trova ad una profondità di circa 2 metri.