Caro Celentano, nonostante gli insulti dei quali mi fa omaggio lei resta uno dei miei cantanti preferiti. Ma, converrà, che chi usa la notorietà di un grande cantante per dare autorevolezza alle proprie posizioni ha il dovere morale di documentarsi per sapere con chi e di che cosa parla. Se non lo fa il "ne sutor ultra crepidam" è il minimo che si merita. È quanto, mi creda, Le è accaduto con le grandi navi. Se si fosse documentato avrebbe, per esempio, saputo che chi scrive è il solo, sì il solo, che si sta battendo per non far passare le grandi navi davanti San Marco fin dal 2004, quando ha proposto, da Sindaco di Venezia, una soluzione. Dopo aver attentamente esaminato tutte quelle delle quali si continua a parlare, che avevano ed hanno il grave "difetto" di essere win-win: di interdire alle grandi navi di passare davanti San Marco senza uccidere l'eccellenza veneziana nella crocieristica, senza mettere in crisi le altre attività portuali, e addirittura capace di un recupero ambientale della laguna sud. Si sarebbe accorto che avevo anche ottenuto dal Governo i poteri (da Commissario Governativo per la lotta al moto ondoso) per darne attuazione. Se chi mi è succeduto come Sindaco e come Commissario non avesse lasciato cadere la cosa, le grandi navi non passerebbero più davanti San Marco da almeno 5-6 anni. Avrebbe poi constatato che appena ho potuto occuparmi di nuovo del problema, da Presidente dell'Autorità portuale, ho ri-sottoposto una soluzione articolata al Ministro Clini Ben prima della tragedia del Giglio. La mia soluzione prevede, è vero, la ricalibratura di 4 chilometri di canale lagunare, ma - rifletta - se si chiude un canale - quello di San Marco e Giudecca - e gli altri esistenti sono impraticabili, non resta che aprirne uno nuovo. Ma, e qui sta la soluzione "troppo ambientalista", perché non cogliere l'occasione per un grande recupero della morfologia lagunare ovviando, finalmente, anche ad alcuni dei problemi provocati dal canale Malamocco-Marghera? E il "come fare" ce lo dicono Luigi D'Alpaos, Università di Padova, e l'Ismar Cnr, tutta gente che alla laguna ha dimostrato, non solo detto, di tenerci più di Lei e me. Legga questa lettera e io continuerò a guidare con figli, figliocci e nipoti che cantano "Ciao ragazzi, ciao". Paolo Costa Pres. Autorità porto Venezia
DIRITTO DI REPLICA - VENEZIA. GRANDI NAVI
Il Presidente dell'Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, scrive una lettera al cantante Adriano Celentano, esprimendo la sua disapprovazione per le sue posizioni sulle grandi navi che passano davanti a San Marco. Costa sostiene che Celentano non si è documentato abbastanza sulla questione e che le sue posizioni sono basate su informazioni incomplete. Costa afferma di aver proposto una soluzione vincente per evitare che le grandi navi passino davanti a San Marco, che prevede la ricalibratura di 4 chilometri di canale lagunare e la creazione di un nuovo canale. Costa sostiene che la sua soluzione è "troppo ambientalista" e che non è stata considerata.
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