Dal ritorno delle statue nel museo di Reggio Calabria ai recuperi della Reggia di Caserta e di Pompei. E il suo motto: "La cultura è l'Italia" Entro gennaio prossimo i Bronzi di Riace torneranno ad essere visibili. Sono stato a Reggio Calabria dove il museo che li ospita è quasi completato. Sarà una bella scommessa per mostrare due tesori". Ad annunciarlo ai microfoni di "Prima di Tutto", su Radio Rai 1 è stato il ministro della Cultura e del Turismo, Massimo Bray. Il ministro vuole così rassicurare quanti da tempo stano lamentando la lentezza dei lavori di ristrutturazione del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria da dove, proprio per questi lavori, le due statue sono state rimosse dal 2009 e trasportate presso la sede del Consiglio Regionale, sempre a Reggio, dove però sono visitabili non in posizione eretta, ma distesi su un supporto orizzontale. Bray è fiducioso che presto mostrerà il suo effetto il cambiamento avviato dal governo anche attraverso il recentissimo varo del decreto "Valore cultura" : "Molto abbiamo cominciato a fare, il mutamento si vedrà fra poco - spiega Bray -. L'importante è che tutti capiamo, in primis chi ha la responsabilità politica, che la cultura è degli italiani, che la cultura è l'Italia e che la cultura deve mostrare i nostri valori migliori che sono appunto quelli di saper includere, di saper difendere alcuni valori. Se facciamo tutto questo, la cultura sarà anche una leva straordinaria per uscire dalla crisi per creare posti di lavoro, per raccontare quella molteplicità delle culture che sono parte di un patrimonio che solo l'Italia può conservare". Caserta? Come Versailles. Il ministro ha poi passato in rassegna alcuni delle perle monumentali del Belpaese, molti dei quali ha voluto visitare recentemente. "La Reggia di Caserta è uno dei gioielli più belli che conserviamo, monumento di grande valore europeo - ha detto -. E voglio che non abbia nulla da invidiare alla Reggia di Versailles e che gli studenti e i turisti vengano appositamente a visitarla" Il ministro ha raccontato di aver visitato qualche giorno fa "da privato" la Reggia, spiegando poi di essersi recentemente espresso a favore di un progetto di valorizzazione del capolavoro vanvitelliano, che coinvolga anche risorse non pubbliche. "Non parlerei di sponsorizzazione - ha detto senza volersi sbilanciare oltre, - ma di privati che credono che investire nella cultura voglia dire preservare e valorizzare un parte di questo patrimonio straordinario che è il nostro Paese per consegnarlo ai nostri figli". Pompei ed Ercolano. "Pompei deve essere il simbolo di una sfida che dobbiamo vincere, anche nei confronti dell'Europa che ha partecipato al contributo che noi abbiamo ricevuto per valorizzare quest'area archeologica unica nel mondo -, ha poi detto Bray. spiegando che questo capitolo è uno dei tasselli principali del decreto 'Valore Cultura' adottato dal governo "per segnare una scelta, un cambiamento. La scelta è di credere che l'Italia, ricca di tesori d'arte, debba mettere proprio la cultura al centro; e il cambiamento sta nella volontà di affidare alla cultura il compito di mostrare un differente modo di essere dell'Italia rispetto alla valorizzazione del proprio patrimonio". E' così' che l'antica città romana diventa "il simbolo di una rinascita dell'Italia, il simbolo della capacità del Mezzogiorno di saper fare di Pompei un polo di attrazione turistica". Quanto alle modalità attraverso le quali recuperare maggiori risorse per tutelare e valorizzare le ricchezze artistiche e storiche dell'Italia, il ministro osserva: "Ci sono esperienze già realizzate di rapporto costruttivo con i privati, come ad esempio ad Ercolano. Esperienze positive che hanno saputo coniugare la valorizzazione del bene artistico con la volontà anche di far nascere una piccola fondazione dove si fa ricerca scientifica e si continua a studiare quel bene artistico. Credo che sia la strada da percorrere". "Insisteremo - ha concluso Bray - perché nelle esperienze come quella del Colosseo venga adottato un modello di regole chiare e di valorizzazione del bene. Siamo, invece, più prudenti laddove c'è la voglia di utilizzare un bene artistico per fini commerciali". Le sfida per il future. La sfida, quindi, approfondisce Bray, "è provare a cambiare quella che è stata fino ad oggi la politica verso i beni culturali. Il Governo ha dato un segnale forte, convinto che la cultura debba avere maggiori risorse, Dobbiamo fare in modo che gli studenti e i turisti possano godere di questo patrimonio che ci è stato consegnato dal passato e che è un nostro dovere conservare nel modo migliore". "Sono convinto che anche i dati sul turismo di quest'estate - ha concluso il titolare di Cultura e Turismo - ci faranno capire come moltissimi ospiti stranieri vengano da noi non solo perchè riconoscono lo straordinario patrimonio artistico dell'Italia, ma anche la nostra capacità di fare accoglienza, di essere sempre disponibili a mostrare il nostro Paese. Perché anche le nostre caratteristiche umane sono un punto di forza del Paese "Sappiamo fare turismo, abbiamo strutture ricettive in grado di interpretare i desideri del turista. In Italia, fra le altre cose, si mangia bene ovunque. Sono tutti punti di forza che ci faranno vincere molte sfide". Quanto alla vastità del nostro patrimonio che comprende oltre 1400 siti su cui vigilare, Bray rassicura: "Sicuramente sono moltissimi i beni artistici italiani, ma sono tutti sottoposti a tutela. C'è quindi un'attenzione da parte del ministero e delle sovrintendenze a fare in modo che siano tutti difesi e valorizzati. Sono stato la scorsa settimana a vedere un parco archeologico di bellezza straordinaria, Sibari. Ecco - anticipa - anche Sibari e la sua area sono parte di una sfida da vincere perchè potrebbe essere un luogo di attrazione storico-artistica e turistica di grande importanza". (09 agosto 2013)
la Repubblica
9 Agosto 2013
Bronzi di Riace. "A casa entro gennaio". Il ministro Bray spiega il suo progetto per il patrimonio.
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