Viaggio tra abusi e prepotenze dei gestori dei camion bar: anche nell'agosto 2013 sono i padroni dell'Urbe, ma nessuno può spostarli; finché non cambia la legge regionale L'asfalto si scioglie ma il furgoncino non sprofonda. Con un ingegnoso stratagemma, il ragazzo cingalese che gestisce questo chiosco mobile in zona Borgo Pio ha posato le ruote su tavolette di legno. Ancora più «creativa» la soluzione trovata da un altro conducente di camion bar: di fonte al Colosseo, per rimediare al fatto che il cantiere della metropolitana gli aveva sottratto spazio, ha parcheggiato direttamente sul marciapiede che fiancheggia la fermata della metropolitana. Venti metri più in alto un altro bar su 4 ruote occupa l'accesso a largo Luigi Agnese, con vista sull'Anfiteatro Flavio. 14 IN UN CHILOMETRO - Sotto l'Arco di Costantino, poi, altri 3 camion bar si contendono i turisti: acqua da 2 a 4 euro, bontà loro. Contando anche quelli che si sistemano appena oltre la nuova area pedonalizzata su via dei Fori e in piazza Venezia, si arriva a 14 veicoli con bibite e panini in meno di un chilometro. Cronache della Roma d'agosto, dove i padroni - anzi i padroncini - della città sono loro: i ragazzi dei camion bar. Il problema vero è che nessuno riesce a cacciarli - ci si prova da anni come spiega sul Corriere Fabrizio Peronaci - ma nessuno può far nulla, almeno finché non cambierà la legge regionale sul Commercio, che prevede una «compensazione» agli ambulanti trasferiti: l'assegnazione di un'area altrettanto remunerativa. Dunque, le regole vanno modificate. E inasprite, per far sì che Roma non sia più ostaggio dei paninari su 4 ruote. LO STOP DEL MINISTERO IGNORATO - Dal Colosseo al Circo Massimo almeno sei veicoli con licenza da ambulanti spadroneggiano bloccando passaggi e marciapiede, come davanti all'ingresso del Palatino su via di San Gregorio, dove la combinata banchetto di souvenir abusivo bar ambulante costringe i visitatori in un dedalo con strettoie e gimcane. Stessa scena del'agosto 2012. E del 2011. E del 2010... Da anni gli ambulanti del panino con bibita fanno quel che vogliono in città. A nulla sono valse le battaglie degli abitanti, gli scontri tra ministero dei Beni Culturali e Comune di Roma, le ripetute richieste di sanare una situazione intollerabile avanzate dalla sovrintendenza ai Beni archeologici. CENTURIONI E GLADIATORI - Tutto tace. E nulla cambia. Proprio mentre il sindaco Marino telefona al prefetto Pecoraro congratulandosi per l'operazione condotta dai carabinieri nei confronti dei taxi e degli esercizi commerciali abusivi a Termini, Ciampino e Fiumicino, i camion bar impallano la vista dei principali luoghi monumentali e fanno cassa sulla sete dei turisti, accaldati in questa estate bollente. E sono tornati perfino i finti gladiatiori e centurioni: allontanati dal Colosseo con ordinanza dell'allora sindaco Alemanno - dopo una lunga polemica sul suk ai Fori - i figuranti sono ora attestati sul lato del Celio, sopra la scalinata che conduce all'ingresso principale dell'Anfiteatro. Ed hanno ricominciato a chiedere dai 5 ai 10 euro agli imprudenti turisti che accettano di farsi fotografare con loro. ASSEDIO IN VATICANO - Turisti ma anche pellegrini: in zona Vaticano giovedì 8 agosto erano ben 9 i camion bar parcheggiati tra via della Conciliazione e piazza San Pietro; almeno tre stazionavano a meno di 20 metri da bar e ristoranti che pagano fior di tasse e affitti salati per poter somministrare cibi e bevande ai visitatori. In piazza Venezia altri 3 furgoni si spartiscono il mercato collocandosi agli angoli strategici: sotto il Vitt0riano verso la scalinata del campidoglio; in piazzetta San Marco angolo Palazzo Venezia; davanti alla colonna di Traiano. Sembra essersi preso una vacanza, invece, il gestore del furgone con birra e panini che stazione da almeni 4 anni, a fasi alterne, nell'area di sosta vietata presso l'Ara Pacis. Mentre non mancano un giorno e una notte i cingalesi che si collocano con regolarità in cima alla scalinata di Trinità dei Monti: davanti all'hotel Hassler e tra il Palazzetto e il collegio francese. LA LEGGE DA CAMBIARE - Lo dice la normativa sul commercio, certo: per trasferire un'attività ambulante il Comune deve garantire una postazione alternativa adeguata, leggi altrettanto remunerativa. Ma è ben difficile trovare qualcosa di simile a una piazzola (magari in sosta vietata, sul marciapiede davanti al Colosseo) dove vendere a prezzi da gioielleria Coca Cola, chinotto e panini con la salsiccia. Eppure un escamotage, almeno per il Colosseo ci sarebbe: vietare il transito in area pedonalizzata ai camion bar (e perchè dovrebbero essere equiparati a taxi e altri veicoli in servizio pubblico?), nell'attesa che in Regione Lazio - entro dicembre, ha annunciato l'assessore capitolino al Turismo e attività produttive Marta Leonori che ne ha già parlato con il suo omologo alla Pisana - venga varato il nuovo Testo Unico sul Commercio che si spera faccia giustizia e metta fine allo strapotere dei camioncini nelle aree monumentali.
Roma ostaggio dei paninari su ruote che invadono le aree monumentali
In Roma, i camion bar continuano a bloccare le strade e i marciapiedi, specialmente nelle aree monumentali, vendendo cibo e bevande ai turisti a prezzi esorbitanti. I gestori di questi veicoli si spartiscono le aree strategiche, come piazza San Pietro e il Colosseo, e non rispettano le norme sulla sosta vietata. I turisti sono costretti a pagare prezzi elevati per acquistare cibo e bevande. La situazione è stata descritta come "intollerabile" e "ostaggio" dei paninari su 4 ruote. Il problema è che nessuno riesce a cacciarli, almeno finché non cambierà la legge regionale sul Commercio.
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