Case e villette nel parco, il dossier adesso arriverà sul tavolo del sindaco LA GIUNTA Marino ha preso in mano il dossier abusivismo. Il 15 settembre scade il mandato del responsabile dell'Ufficio antiabusivismo, il vigile urbano sociologo (nonché sindaco di Turania) Tonino Di Maggio: il titolare e lo staff di quell'ufficio delicato, si è deciso, saranno rinnovati. Le segnalazioni che arrivano dalle circoscrizioni, poi, si stanno dimostrando allarmanti. Cinque anni di "cura Alemanno" hanno lasciato inevase centinaia di pratiche già licenziate dagli amministrativi: di fatto, si sono fermati gli abbattimenti di case, attici e mansarde virando le demolizioni su baracche, tettoie, qualche stalla dell'Agro romano. Di più, il fenomeno dell'abusivismo rivelano i sensori piazzati nelle vecchie circoscrizioni è ripreso con forza. L'assessore alle Periferie e ai Lavori pubblici, Paolo Masini, sensibilizzato dal gabinetto del sindaco, ha deciso di sottoporre a Ignazio Marino l'intera questione. I segnali più preoccupanti arrivano dall'VIII municipio, il catino che contiene il pregiato Parco dell'Appia antica, sulla carta inviolabile. Bene, da un mese e mezzo assessore all'Urbanistica (al decoro, all'antiabusivismo e al riordino dell'impiantistica pubblicitaria) in circoscrizione è Massimo Miglio, il fondatore dell'ufficio antiabusivismo del Comune di Roma cacciato da Gianni Alemanno e, successivamente, da Renata Polverini quando il tecnico provò a organizzare la stessa struttura in Regione. È stato il presidente dell'VIII Municipio, Andrea Catarci, a nominare Miglio lo scorso 22 giugno chiedendogli una vigilanza speciale sull'Appia. In 45 giorni di attività l'ex sceriffo della superfetazione non autorizzata ha condotto a chiusura quindici pratiche di abbattimento per case e villette rigorosamente abusive all'interno del Parco, «tutte in aree di pregio e con viste nobili ». E ha individuato, dopo sopralluoghi realizzati con la soprintendenza di Stato e gli uomini dell'Ente parco, venticinque nuovi abusi. Quaranta pratiche in un mese e mezzo solo nel Parco dell'Appia antica dimostrano come il motore dell'edilizia abusiva a Roma sia a pieni giri. Ma la vera questione, di cui il Comune è stato informato proprio dall'assessore decentrato Miglio, ancora una volta risale dal recente passato. Gli uffici del Condono edilizio nel 2008 respinsero ben 12.315 pratiche di "richiesta condono" per abusi realizzati negli ultimi vent'anni (il condono del 2004). Su queste "pratiche respinte" gli uffici affidati al comandante Di Maggio non hanno eseguito interventi. Non c'è stato condono, non c'è stato abbattimento: 12.315 abusi sono stati lì, per cinque anni. Il Comune di Roma dovrà occuparsi di questa vecchia e imponente documentazione.