Al via le prime indagini subacquee per riportare alla luce una nave bizantina nascosta nei fondali di Marzamemi. Fissata per giorno 12 l'avvio delle ricerche condotte dalle università americane di Standford e della Pennsylvania in collaborazione con la Soprintendenza del mare di Palermo e l'assessorato regionale ai Beni culturali. Si tratterà di una delle operazioni più importanti mai condotte nella zona del Siracusano, per riportare alla luce reperti archeologici sottomarini. Già nei mesi scorsi erano state effettuate delle immersioni per verificare la tipologia di reperti presenti in fondo al mare. In quell'occasione si ebbe la conferma che ad una profondità di circa 6 metri nella parte di costa antistante la frazione, si trova una grande quantità di reperti: vasellame ma anche da una serie di capitelli e colonne bizantine probabilmente trasportate da una nave che affondò nel Mediterraneo proprio vicino la costa. Ma in quell'occasione si ebbe anche la conferma che in fondo al mare, a pochi metri dalla costa, c'erano reperti ben più importanti: gli arredi in pietra scolpita di quella che probabilmente doveva essere la costruzione di una basilica bizantina i cui pezzi venivano trasportati per mare. Da qui l'estremo interesse storico ed archeologico e l'intesa tra la Soprintendenza del Mare e le università americane per l'organizzazione di campus di ricerca. Alle attività collaborerà anche il Comune di Pachino che, con l'esperto Guido Rabito, ha siglato un'intesa secondo cui la base operativa dei campus sarà l'antico palmento di Rudinì, luogo che sarà anche la destinazione finale dei reperti riportati alla luce. È infatti ferma volontà delle parti coinvolte di lasciare sul territorio i reperti che saranno ritrovati in maniera da contestualizzare i luoghi che per moltissimo tempo hanno custodito, anche se in maniera inconsapevole, questi tesori dell'archeologia. Ma che i flutti marini dello specchio d'acqua di Marzamemi nascondessero una serie di tesori nascosti era già risaputo. Fu l'archeologo Paolo Orsi a rendersi conto di quanto importanti fossero i reperti presenti nella zona, riportandone alla luce numerosissimi, risalenti probabilmente al III secolo d. C., tra cui due colonne ripescate con l'aiuto dei palombari della Regia Marina. Marzamemi e Vendicari diventeranno dunque un campus universitario marino di eccellenza per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo, acquisendo quella notorietà internazionale necessaria per l'impianto di un sano e proficuo turismo culturale. Ma anche un nuovo settore del turismo nuovo alla luce di un protocollo d'intesa secondo cui ogni reperto ritrovato sarà esposto nei locali del palmento di Rudinì che si avvia così ad essere una zona museale da inserire nei circuiti turistici. 07082013
SICILIA - Marzamemi partono le indagini subacquee. Scoperta una nave piena di arredi destinati a una basilica bizantina
Le università americane di Stanford e della Pennsylvania, in collaborazione con la Soprintendenza del mare di Palermo e l'assessorato regionale ai Beni culturali, hanno avviato le prime indagini subacquee per riportare alla luce una nave bizantina nascosta nei fondali di Marzamemi. L'operazione è fissata per il giorno 12 e si tratta di una delle operazioni più importanti mai condotte nella zona del Siracusano. Le ricerche precedenti hanno confermato la presenza di reperti archeologici sottomarini, tra cui vasellame e strutture in pietra scolpita.
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