"L'uccisione di Priamo" ha subito una «fratturazione molto ampia» e si pensa ad un cantiere tecnologico come per la basilica di San Francesco ad Assisi. Opera assicurata per 700mila euro. Guarda le foto Un'indagine a tutto campo, in guanti di lattice e con l'acquisizione dei filmati a circuito chiuso per capire come possa essere accaduto che un gesso di Antonio Canova sia potuto cadere dalle mani esperti di trasportatori specializzate. «All'Accademia di Belle Arti di Perugia si è svolto il sopralluogo degli ispettori della compagnia assicuratrice nello spazio della gipsoteca dove è avvenuto l'incidente che ha causato il danneggiamento del bassorilievo in gesso di Canova, "L'uccisione di Priamo"» è quanto riferisce un comunicato di Massimo Duranti, consigliere d'amministrazione della stessa Accademia, diffuso per conto del presidente, l'avvocato Mario Rampini. Erano presenti all'incontro il direttore dell'Accademia, Paolo Belardi, il direttore amministrativo, Domenico Ferrara, la consulente Fedora Boco e lo stesso Duranti, insieme a Tiziana Biganti, storica dell'arte funzionaria della Soprintendenza, e a Zeno Zuccheddu, direttore responsabile della mostra di Canova, ad Assisi, dove dovevano essere esposti i gessi (oltre al bassorilievo canoviano, era previsto il prestito del Pastorello di Thorvaldsen). Al termine dell'incontro «si è deciso che il Museo rimarrà chiuso al pubblico ancora per alcuni giorni dovendo i periti compiere ulteriori sopralluoghi». I partecipanti all'incontro «hanno potuto visionare le riprese delle telecamere di sorveglianza che forniranno agli esperti utili indicazioni sulla dinamica degli eventi» ed in particolare su quanto successo durante la movimentazione dell'opera da parte della ditta che avrebbe dovuto trasportarla alla mostra di Assisi. Sembrerebbe che il personale addetto alla movimentazione e all'imballaggio dell'opera abbia staccato il bassorilievo dal muro e che lo stesso abbia ceduto tra le mani degli stessi. Forse il caldo o una qualche debolezza nel calco in gesso che ha quasi 200 anni. Una caduta al rallentatore sotto gli occhi terrorizzati degli astanti, una lunga corsa dalle mani degli operai fino al pavimento e l'urto, violento. L'Accademia ribadisce che «la frantumazione del grande gesso è molto ampia», ma che «non si esclude un importante restauro sulle parti recuperabili. Anzi si ipotizza, d'intesa con la Soprintendenza, la creazione di un cantiere di restauro unico nel suo genere per ricostituire "artificialmente" il manufatto». Come aveva anticipato ieri al Giornale dell'Umbria il direttore Belardi parlando di uno scatto d'orgoglio della comunità perugina. L'Accademia ha «precisato che tutte le prescrizioni della Soprintendenza di sua competenza sono state rispettate e che l'opera è artisticamente irrecuperabile». Da qui l'annuncio della stessa Accademia che «esperirà tutte le opportune azioni volte ad ottenere il risarcimento della perdita dell'opera in base alla polizza assicurativa stipulata, che prevede un indennizzo di 700.000 euro, stabilito d'intesa con la Soprintendenza ed accettato dalla compagnia assicuratrice».
Il gesso di Canova caduto a terra è artisticamente irrecuperabile
L'Accademia di Belle Arti di Perugia ha subito un incidente durante la movimentazione di un bassorilievo in gesso di Antonio Canova, "L'uccisione di Priamo". L'opera è stata danneggiata in modo grave, con una frattura ampia e irreparabile. L'Accademia ha assicurato che la frattura è molto ampia, ma che si ipotizza un importante restauro sulle parti recuperabili. La Soprintendenza ha stabilito che l'opera è artisticamente irrecuperabile e l'Accademia ha deciso di esperire tutte le opportune azioni per ottenere il risarcimento della perdita dell'opera. La compagnia assicuratrice ha assicurato un indennizzo di 700.000 euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo