Lacona: trovati un seminterrato e due scale non autorizzate e un piano più alto Il Comune non ordina la demolizione. E l'assessore-progettista resta al suo posto LACONA Novanta giorni di tempo per demolire i manufatti costruiti al di là dei permessi. Per riportare, a fatica, nei ranghi della regolarità un intervento edilizio discutibile e discusso, finito nei giorni scorsi al centro di veementi polemiche. Ma le villette spuntate nel ventre di Colle delle Vacche, nella località balneare di Lacona, all'Isola d'Elba, resteranno in piedi, nonostante i nuovi sopralluoghi compiuti dalla polizia municipale all'interno del cantiere abbiano fatto emergere nuove difformità rispetto ai permessi a costruire rilasciati. Così come, a meno di sorprese, resterà al suo posto l'assessore all'ambiente Carlo Alberto Ridi, direttore responsabile dei lavori a Colle delle Vacche e, di conseguenza, di ben sette abusi riconosciuti dalla polizia municipale e dall'ufficio tecnico del suo stesso Comune. Insomma, si profila un finale tutto sommato annunciato, per la vicenda delle villette in costruzione nel terreno che l'amministrazione comunale di Capoliveri, allora presieduta dall'ex sindaco Ballerini, aveva ceduto ai privati della società Agricola Beta di Milano come compensazione. La stessa società aveva infatti concesso al Comune i terreni di Colle Reciso, solo qualche centinaio di metri più in là: l'area su cui doveva sorgere il canile comprensoriale progettato dall'ex Comunità montana. Ma l'opera, in modo quanto mai beffardo, non è mai stata realizzata. L'ordinanza. Il proprietario Alain Croci in qualità di responsabile di Nicole Immobiliare, il direttore dei lavori, nonché assessore della giunta di Capoliveri, Carlo Alberto Ridi e la società Edilcostruzioni dovranno «provvedere a propria cura e spese, alla demolizione delle opere ed al ripristino dello stato originario dei luoghi entro il termine perentorio di 90 giorni». Si legge questo nell'ordinanza emessa dal Comune di Capoliveri relativa ai soli manufatti realizzati al di fuori dei permessi, in seguito ai nuovi sopralluoghi effettuati dal personale di polizia municipale nel cantiere di Colle delle Vacche. I sopralluoghi hanno messo in evidenza ulteriori irregolarità (nella prima visita del 5 luglio scorso fu rilevato un piano seminterrato non autorizzato in uno dei tre fabbricati): in particolare «il piano di calpestio all'intradosso di due edifici si legge nell'ordinanza è di 6,19 metri, quando l'altezza prevista nel progetto è di 5,50 metri». Inoltre il corpo scala di due edifici su tre è stato realizzato sul lato opposto rispetto a quello presentato nel progetto, così come sono state realizzate due scale all'interno di un edificio non presenti nel progetto. E adesso? I rilievi, secondo le informazioni filtrate dall'amministrazione comunale di Capoliveri, non sembrano sufficienti per bloccare definitivamente i lavori sospesi in via precauzionale dal Comune di Capoliveri, il 5 luglio scorso. L'intervento edilizio, finito al centro degli attacchi di Legambiente e definito come un nuovo ecomostro, molto probabilmente sarà portato avanti, con i costruttori che se la caveranno pagando i costi della demolizione e le sanzioni per le irregolarità compiute. Ma le polemiche non si spegneranno così facilmente. «Questa roba è molto più grave di come ce l'aveva descritta l'amministrazione comunale commenta Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente Isole minori i nostri sospetti sono stati confermati, a Lacona sono stati commessi degli abusi gravi che il Comune non può minimizzare». La posizione dell'assessore Ridi, direttore dei lavori, resta nel mirino. «È chiaro che i nuovi rilievi non fanno che peggiorare la sua situazione aggiunge Mazzantini occorre che faccia un passo indietro quanto prima. Se vengono giù quei manufatti abusivi, allora deve venire giù anche l'assessore».
TOSCANA - Abusi, ma niente ruspe Salve le villette ecomostro
Il Comune di Capoliveri ha emesso un'ordinanza che ordina la demolizione di due villette costruite al di fuori dei permessi in un terreno ceduto dalla società Agricola Beta di Milano. Le villette, realizzate dalla società Edilcostruzioni, sono state costruite in modo irregolare, con un piano seminterrato non autorizzato e due scale non presenti nel progetto. L'assessore-progettista Carlo Alberto Ridi, direttore dei lavori, è stato accusato di aver permesso l'edilizia abusiva. Il proprietario Alain Croci e la società Edilcostruzioni devono provvedere alla demolizione delle opere entro 90 giorni.
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