UN professionista di straordinarie qualità». Il ministro dei Beni culturali e del turismo Massimo Bray ricorda così, esprimendo il suo cordoglio, il curatore ad interim del Complesso dei Girolamini, Umberto Bile, morto la notte scorsa mentre era in vacanza. Bile, sottolinea Bray, «è stato un professionista di straordinarie qualità che, con grande passione e competenza, ha dedicato la sua vita all' impegno scientifico e culturale, lasciando un importante contributo nelle vesti di vicedirettore del Museo Nazionale di Capodimonte». Il soprintendente Fabrizio Vona parla di «un' enorme perdita soprattutto dal punto di vista umano: era una persona accogliente, buona, rendeva tutto facile perché si impegnava moltissimo avendo un raro senso del lavoro come connotato improrogabile dell' individuo e della sua esistenza. Io e i miei funzionari proviamo una forte sofferenza, come se ognuno di noi avesse perso un fratello». Incommensurabile anche la mancanza di Bile nell' istituzione: «Quando fu distaccato a Capodimonte - ricorda il soprintendente - sentimmo forte la sua assenza per la sua capacità di mediazione, di interloquire con sindacati, custodi, tendeva sempre a mettere insieme le persone e farle ragionare». Ai Girolamini Bile stava cercando di ricostruire l' assetto proprietario, in capo al Demanio dello Stato, una questione in abbandono da anni: «Straordinario il ritorno degli angeli del Sanmartino - prosegue Vona - realizzato in piena concordia con noi, è stato capace di attivare tutte le possibili risorse e contatti per ottenere sponsorizzazioni per i restauri, recuperando il monumento da un abbandono quarantennale. Mi pare presto per parlare del futuro dei Girolamini, ma spero di trovare una persona adatta che abbia le sue stesse qualitàe di poterla indicare al ministero come l' altra volta. Ma sarà difficile. Il nostro obiettivo comune era fare in modo che quel monumento diventasse il sesto museo in città, l' unico in centro per noi una vetrina in centro unica, rispetto a tutti i nostri musei un tantino periferici. Ricordo - conclude il soprintendente - come riuscimmo grazie a lui ad aprire in due settimane il museo Filangieri: disse "Si può fare", pure in mezzo a tante difficoltà. Si mise a pulire lui stesso le vetrine, per offrire quei tesori dimenticati al pubblico». L' assessore comunale alla Cultura, Nino Daniele, parla di «una grande perdita per la città». Daniele ricorda «la passione e l' amore» che Bile ha sempre messo nel proprio lavoro. «Ci mancherà moltissimo - dice l' assessore - e, in qualche misura, lo considero una vittima del lavoro per l' impegno che stava profondendo per recuperare l' immagine del Complesso dei Girolamini, profondamente deteriorata da quanto accaduto. Fatti che hanno minato anche la credibilità della città. Umberto stava compiendo uno sforzo enorme, senza risparmiarsi e nostro compito è onorare la sua memoriae seguire il suo esempio». L' obiettivo del Comune «è trovare una soluzione adeguata per valorizzare un bene unico». «È una struttura culturale fondamentale - dice Daniele - sulla quale stavamo puntando tanto per la qualificazione dell' offerta culturale. Obiettivo che con Bile stavamo realizzando. Speriamo che con soprintendenza e ministero ci sia una rapida e adeguata risposta. Il complesso ospiterà certamente degli eventi per il Forum delle culture. Il complesso sarà il "luogo dei libri" e non solo per il Forum: stiamo costruendo una strategia a lungo tempo affinché Napoli diventi "città del libro"». Cordoglio anche dell' associazione Italia Nostra: «Era - afferma il presidente Guido Donatone - uno storico dell' arte di grande cultura e un grande conservatore dei beni culturali. E, poi, era un uomo che non piegava la testa davanti al potere».