Diceva Walter Benjamin che Napoli è «una città mai pensata per sempre». Il che significa che è un luogo dove tutto può cambiare in continuazione ma anche dove niente è stabile e affidabile. Accade ora di inverare la definizione del grande critico riflettendo su alcune dichiarazioni - e poi leggendo le cronache artistico-culturali - di questi giorni. Lo strombazzamento promozionale e mediatico ha tenuto a informarci che i musei saranno aperti anche di notte, cioè fino alle 24, per un sabato al mese e per poter consentire delle visite assolutamente uniche per magia e suggestione in luoghi di incomparabile e straordinario fascino storico e ambientale. Per di più con l' ausilio di guide esperte e qualificate. Tra questi siti c' è ovviamente il museo di Capodimonte che ospita un repertorio eccezionale di opere d' arte da fare invidia a qualsiasi altro luogo "confratello". Subito dopo l' entusiasmo per una simile "novella" arriva però (immancabile e vendicativa) la delusione perché apprendiamo, e verifichiamo poi, che molti di quei tesori di cui sopra non sono visibili in quanto ospitati in sale chiuse al pubblico. A questo punto sorgono inevitabilmente alcuni dubbi di varia natura. In primo luogo ci chiediamo le ragioni per cui si pubblicizzano determinati eventi senza una attenta (elementare) valutazione, col risultato di creare ulteriore danno d' immagine a un territorio che sotto questo aspetto, come si sa, non gode proprio buona salute. Chi ha il compito di verificare sulla attendibilità delle proposte perché non si accerta in primo luogo su come stanno in realtà le cose e non agisce di conseguenza? In seconda istanza, se come ci viene detto e ripetuto a ciclo continuo, i luoghi d' interesse pubblico sono popolati di "fannulloni", non sarebbe il caso di imporre a questi medesimi di compiere il proprio dovere? Ma in maniera ovviamente speculare, se così non è, se manca cioè personale adatto, per quantità e qualità, non sarebbe il caso di aprire le porte a quanti aspettano un lavoro che dalle nostre parti sono ormai la maggioranza dei giovani, molti dei quali in possesso di titoli (anche accademici) per assolvere i compiti? Sono questi ovviamente solo una parte dei "misteri quotidiani" che qualificano, ma più ancora affardellano la nostra città, mentre si continua a discutere di dimissioni, rimpasti, contumelie e "bagatelles" varie che quasi sempre - ovvero sempre - non conducono poi da nessuna parte. Una cosa è invece certa: ci sentiremo ancora e sempre ripetere che il nostro è il paese che detiene il maggior numero di giacimenti artistici e, per quanto riguarda la nostra città, che Partenope è stata la madre delle migliori intelligenze del paese e non solo. Senza rendersi conto che questi dati, visto come siamo ridotti, non rappresentano un titolo di merito, ma sono semmai una aggravante specie per coloro che hanno il compito di reggere le fila e guidare il carro. Nel gioco immaginario delle cosiddette "interviste impossibili" sarebbe poi interessante sapere cosa ne pensano i vari Botticelli, Perugino, Raffaello, i fiamminghi, nell' apprendere che alcune delle loro opere migliori sono "recluse" in stanze buie e inospitali, proprio come una pericolosa refurtiva da occultare a tutti i costi
GIACIMENTI ARTISTICI OCCULTATI COME REFURTIVA
Il testo discute la promozione dei musei di Napoli che saranno aperti di notte per visite uniche. Tuttavia, si scopre che molti dei tesori esposti non sono visibili al pubblico a causa di sale chiuse. Ciò solleva dubbi sulla ragionevolezza della promozione e sulla gestione dei musei. Il testo chiede chi è responsabile della valutazione dell'attendibilità delle proposte e se i luoghi d'interesse pubblico debbano essere popolati di personale adatto. Inoltre, il testo lamenta la mancanza di attenzione verso la gestione dei musei e la priorità data alle "bagatelle" invece di risolvere i problemi reali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo