Villa Lucia, la splendida costruzione neoclassica, dovuta all' architetto Antonio Nicolini, si affaccia dalla collina del Vomero sul più ampio panorama della città. Essa costituisce il dono regale che Ferdinando di Borbone volle fare nel 1817 alla moglie morganatica Lucia Migliaccio, principessa di Partanna perché già sposata col principe di Partanna, Benedetto Grifeo. Da qui il nome di via del parco Grifeo alla tortuosa stradina che dal corso Maria Teresa - intitolato, dopo l' annessione al Piemonte del Regno delle Due Sicilie, al re sabaudo Vittorio Emanuele II senza che questi ne avesse alcun merito- porta alla residenza di Lucia. Nel parco esisteva un tempo una ombrosa pineta in cui sorse l' edilizia residenziale che, nell' arco di pochi decenni, è stata realizzata lungo la rampa. Da Edoardo Scarfoglio, che vi fece edificare il singolare, romantico castello lesionato, poi dall' architetto scozzese Lamont Young, che vi costruì alcune abitazioni private e un grande albergo, e dalla Guggenheim, che vi si insediò con un elegante palazzo tardo neoclassico. Infine, purtroppo negli anni Sessanta, la speculazione edilizia, secondo un noto docente della facoltà di architettura, sostituì la volumetria dei pini con quella del cemento armato. Antonio Nicolini progettò la residenza principesca all' interno del rigoglioso parco, che venne denominato "Floridiana" in omaggio alla duchessa di Floridia, il titolo conferito da re Ferdinando alla donna amata. Di singolare interesse è anche il famoso ponte con il grande arco a tutto sesto, realizzato con anfore di cotto per renderlo leggero e la non meno famosa "Coffee house" con le vasche termali, in perfetto stile neoclassico, e con le colonne doriche sotto un magnifico timpano. Dopo l' Unità la residenza della duchessa di Floridia e gran parte del parco passarono allo Stato (la residenza ospita il Museo della Ceramica duca di Martina e la Floridiana costituisce un polmone verde aperto alla intermittente fruizione dei napoletani e dei turisti), mentre la "Coffee house", denominata Villa Lucia, e una parte del parco furono lasciate in proprietà alla principessa di Partanna. Nel corso del secolo scorso la Villa, vincolata ai sensi della legge Bottai del 1939, è poi passata nelle mani di uno stuolo di proprietari. Uno di costoro, con inconsulta disinvoltura ha improvvisamente aperto addirittura una finestra nel timpano di Villa Lucia che guarda verso il panorama. E ha usato una gamma di colori (rosso pompeiano, giallo ocra e giallo limone, verde oliva, marrone, bianco e blu) per dipingere le varie modanature. Tale incredibile episodio, operato su un prestigioso monumento vincolato, e visibile da mezza Napoli, rivela l' arroganza e il totale disinteresse per un bene entrato a far parte della identità cittadina. Esso fa il paio con la pittura in giallo, denunciata da Eduardo Cicelyn sulle pagine di questo giornale, del portone del palazzo vincolato che ospita il Museo Madre. In quest' ultimo caso con l' autorizzazione della Soprintendenza, per cui è da chiedersi se anche la "innovazione" cromatica di Villa Lucia non sia stata approvata. Comunque Italia Nostra chiede all' assessore al centro storico, Prisco, di intervenire imponendo l' immediato ripristino perché la manomissione del timpano di Villa Lucia è un abuso ai danni del patrimonio storico-artistico. L' autore è presidente di Italia Nostra sezione di Napoli
UN ABUSO DA ELIMINARE A VILLA LUCIA
Villa Lucia è una costruzione neoclassica progettata dall'architetto Antonio Nicolini per la moglie morganatica di Ferdinando di Borbone, Lucia Migliaccio. La villa si trova sulla collina del Vomero e offre un ampio panorama della città. Il parco della villa era una pineta, ma è stata sostituita con edifici residenziali negli anni '60. La villa è stata costruita con un castello lesionato e un palazzo tardo neoclassico. Il famoso ponte con il grande arco a tutto sesto e la "Coffee house" con le vasche termali sono altri elementi di interesse.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo