La novità più rilevante contenuta nel «decreto cultura» presentato ieri dal ministro dei Beni culturali Massimo Bray e dal presidente del Consiglio Enrico Letta, è che arriva un dominus con ampi poteri per affrontare una volta per tutte la questione Pompei. Ci saranno poi, soldi per i "Grandi Uffizi" di Firenze e verranno salvati i piccoli musei. Ma c'è anche un capitolo relativo allo spettacolo e alle iniziative di informatizzazione del patrimonio culturale. Se cercassimo una battuta dovremmo dire che la cultura viene salvata per decreto, perché un decreto d'urgenza è quello che il ministero si appresta a varare. POMPEI Per salvare il sito archeologico più vasto e più visitato d'Italia e tra i più importanti del mondo sono a disposizione - non da ora - 105 milioni (di cui 45 provenienti dall'Europa), ma le sovrapposizioni di competenze, le lentezze burocratiche e le pastoie che non mancano mai quando ci sono di mezzo i soldi, non hanno consentito finora di spenderli, nonostante l'antica città continuasse a crollare ad ogni acquazzone. Ora il ministero ha istituito la figura di un Direttore generale, che non esautora la soprintendenza ma prende in mano l'intero Progetto Pompei per «definire le emergenze, assicurare lo svolgimento delle gare, migliorare la gestione del sito e delle spese». Non è un commissario ma ci manca poco. Al Direttore verranno affidati due obiettivi: il primo è fare (dopo tanto pensare), e il secondo è fare in fretta. Nella sua opera sarà affiancato da una equipe di 20 esperti più 5 tecnici. MUSEI «Il ministero avrà la possibilità di razionalizzare i fondi interni per gestire al meglio le aperture museali». La formula è generica: di fatto si cerca di valorizzare i musei anche come risorsa economica. Arrivano, però, anche dei soldi: per esempio il prezzo dei biglietti che con l'ultimo governo di centrodestra era stato dirottato verso il ministero dell'Economia (restava solo il 15 in loco) viene restituito al museo che l'ha prodotto. Il grande progetto per l'ampliamento degli Uffizi avrà 8 milioni, su un totale dei 28 necessari. 4 milioni andranno invece a Ferrara per la sede del Museo della Shoah. Due milioni saranno destinati a «siti che necessitano di interventi urgenti». Altra formula generica: di fatto viene ricostituito un fondo, ormai prosciugato, a cui attingere quando si presenta una emergenza. Per esempio ci sono varie chiese colpite dal terremoto in Emilia che richiedono interventi urgenti. Si attingerà a questo gruzzolo. GIOVANI Due importanti misure riguardano i giovani. Il ministero metterà in atto un programma straordinario di inventario e digitalizzazione del patrimonio culturale (parte del più ampio catalogo a cui si sta lavorando da anni) e per questo saranno selezionati 500 laureati under 35 per un tirocinio di 12 mesi. Il progetto partirà subito per i primi 100 giovani in Puglia, Campania, Calabria e Sicilia. Verranno poi affidati spazi inutilizzati del demanio a gruppi di giovani artisti affinché possano avere una sede per esprimere, esporre e far conoscere le loro opere. Una esperienza, questa, già presente in molte città euroipee (Berlino, Copenaghen, Rotterdam, Bilbao, solo per citarne alcune) ma anche in antichi spazi industriali in Italia come il pastificio Cerere di Roma o la Fabbrica del Vapore a Milano. SAPERI ACCESSIBILI Tutte le opere e i lavori scientifici prodotti con finanziamento pubblico dovranno essere fruibili gratuitamente on line. DONAZIONI Tutte le elargizioni liberali a favore della cultura fino a 5 mila euro avranno garanzia di destinazione, verranno rese pubbliche e - soprattutto - saranno detassate.
La svolta del Governo. A Pompei uno "sceriffo"
Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray e il presidente del Consiglio Enrico Letta hanno presentato un decreto cultura che prevede la creazione di un dominus per affrontare la questione di Pompei. Il sito archeologico riceverà 105 milioni di euro, di cui 45 provenienti dall'Europa, per la sua salvaguardia e la gestione. Il ministero ha anche istituito un Direttore generale per definire le emergenze e assicurare lo svolgimento delle gare. Inoltre, il ministero avrà la possibilità di razionalizzare i fondi interni per gestire al meglio le aperture museali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo