"Arte torna arte. Un patrimonio restituito": questo il titolo della mostra allestita a Reggio Calabria. Il ministro Bray: "Con iniziative come questa si ricrea lo spirito di comunità civile e di legalità di un Sud che crede nel suo rilancio" Reggio Calabria. "Arte torna arte. Un patrimonio restituito". Questo il titolo della mostra allestita nel museo della Magna Graecia di Reggio Calabria e curata da Fabio De Chirico, soprintendente Bsae (Beni storici artistici ed etnoantropologici) della Calabria. Tra le tante opere d'arte, l'esposizione accoglie anche 93 dei 108 dipinti della collezione confiscata all'imprenditore reggino Gioacchino Campolo, condannato per attività connesse alla criminalità organizzata. L'iniziativa è frutto della collaborazione tra l'amministrazione provinciale reggina e il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. Nello specifico, l'evento è promosso e finanziato dall'assessorato provinciale alle Politiche culturali e si avvale anche della supervisione della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Calabria. Con "Arte torna arte" allestita in un'ala di Palazzo Piacentini, il museo della Magna Graecia ha riaperto i battenti dopo più di 4 anni di lavori. All'inaugurazione, oltre alle numerose autorità locali, ha partecipato anche il ministro per la Cultura Massimo Bray che ha dichiarato: "Con iniziative come questa, si ricrea quello spirito di comunità civile, di legalità, di un Mezzogiorno che vuole credere nel suo rilancio, e la cultura diventa quel collante necessario per raggiungere questi obiettivi". Bray ha ringraziato le autorità, il commissario e il personale del ministero che "con tanta passione ha dato vita alla mostra allestita in una struttura importante. Questo è il segno ha sottolineato il ministro - che tutto ciò che appartiene al nostro passato deve essere valorizzato e può proiettare nel futuro tutti i segni di una civiltà che dobbiamo in tutti i modi difendere". Ammirando le opere in esposizione, il titolare del dicastero della Cultura ha ribadito che "la legalità è una parte importante della cultura, e la cultura farà molto per la legalità. Mi piacerebbe che l'iniziativa si replicasse ha asserito Bray - perchè il magistrato con cui ho parlato mi sembra che abbia perseguito questa iniziativa con lo spirito giusto, quello spirito che le istituzioni devono mettere al servizio dei cittadini. Questa ha concluso il ministro è un'operazione coraggiosa, forte e importante". L'esposizione comprende un nucleo antico di 15 opere risalenti al periodo tra XVI e XIX secolo, tra cui un'Annunciazione della seconda metà del 1500, pregevoli dipinti di Ligabue, Bava, Fontana, Dorazio, Veronesi, Carrà, Dalì e De Chirico, 38 opere di collezionismo medio (Cassinari, Cascella, Annigoni) e circa 18 falsi di Schifano, Picasso, Sironi, Guttuso, De Pisis, Palizzi. La mostra è frutto di una lunga e costante cooperazione che ha visto impegnati i diversi enti, compresi la procura della Repubblica e il tribunale di Reggio Calabria, nell'intento di restituire dignità alla collezione sequestrata nel 2010 dal comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria al boss Campolo, consentendo così di recuperare diversi capolavori dell'arte italiana e di restituirli alla fruizione collettiva. (msc)
Riapre il museo della Magna Grecia con le opere d'arte confiscate al boss
La mostra "Arte torna arte. Un patrimonio restituito" è stata allestita al museo della Magna Graecia di Reggio Calabria. La mostra è stata curata da Fabio De Chirico e comprende 93 opere d'arte confiscate all'imprenditore reggino Gioacchino Campolo, condannato per attività connesse alla criminalità organizzata. La mostra è stata promossa e finanziata dall'assessorato provinciale alle Politiche culturali e ha avuto la supervisione della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Calabria. Il ministro per la Cultura Massimo Bray ha partecipato all'inaugurazione e ha dichiarato che l'iniziativa è frutto di uno spirito di comunità civile e di legalità.
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