Ignazio Marino è veramente simpatico. E quando dice di essersi ispirato «alle idee di grandi intellettuali, urbanisti e sindaci del passato, come Cederna, Argan e Petroselli» verrebbe voglia di abbracciarlo. Ma poi dice anche, con la stessa aria sicura, che «oggi quelle idee vedono un avvio». Ma esattamente quali idee, signor sindaco? Ecco quali: «Togliere il traffico privato è un primo passo. Entro dicembre avremo la pista ciclabile e poi mi auguro, con il completamento della linea C, la pedonalizzazione totale e la trasformazione di questa strada in una passeggiata nella storia». E uno si chiede: ma il sindaco ignora che realizzare lì il completamento della linea C non è affatto pacifico? Che esiste chi proprio in nome delle idee di Cederna e Petroselli si oppone con forza a quella idea? Poi, ai microfoni di Skytg24, Marino aggiunge che: «Un sindaco deve avere una visione». E va bene che, da Costantino in poi, chi vuol guidare Roma deve avere avere le visioni: ma forse non sarebbe meglio aver un più modesto, ma ben sperimentato, piano del traffico? Matteo Renzi governa (o, anzi meglio, NON governa) Firenze a colpi di «sogni». Ora Marino inizia a governare Roma con le «visioni». Noi tutti ci auguriamo che questa visione sia, come quella di Costantino, un annuncio di vittoria: e che, dunque, anche alla riapertura settembrina di uffici e scuole il traffico scorra liscio come l'olio, e senza troppo danni collaterali. Ma sarebbe stato meglio saperlo razionalmente, e discuterlo pubblicamente, invece che confidare tutti in una visione collettiva? Allo stesso modo sarebbe bello sapere se stiamo parlando di un grande parco gratuito aperto a tutti, cioè di una parte di città, o invece di un museo a cielo aperto con ingresso a pagamento, e gestito da un concessionario. Non sarebbe proprio la stessa cosa. Anzi, non sarebbe la stessa visione.