Aveva riaperto il complesso e, prima, il Museo Filangieri In quell'occasione fu criticato per la polvere sui reperti e scrisse: «Sono per vocazione una cameriera fallita» La cultura napoletana perde il sorriso, la sagacia, l'ironia, l'impegno e la competenza di Umberto Bile. Il curatore ad interim del Complesso dei Girolamini è scomparso nella notte dopo un malore che lo ha colpito nella sua casa napoletana. L'incarico gli era stato conferito in seguito allo scandalo che aveva fatto emergere il furto di numerosissimi volumi nella biblioteca dello storico complesso monumentale. Quando ha assunto l'incarico, era vicedirettore del Museo Nazionale di Capodimonte. IL RICORDO. QUANDO SCRISSE: SONO UNA CAMERIERA FALLITA - Capita sovente di polemizzare con qualcuno, se non accadesse dovremmo cambiare mestiere. Ma di rado capita che da una polemica se ne esca più ricchi, divertiti e grati. A me è capitato assai di rado, l'ultima volta la devo a Umberto Bile. Che, prima ancora dei Girolamini - come egli stesso racconta nella videointervista girata a novembre scorso - aveva riaperto anche il Museo Filangieri. A quella mattinata di inaugurazione straordinariamente affollata c'ero andata, oltre che per lavoro, con il senso di avidità di un cittadino del quartiere che passava tutte le mattine davanti al bugnato della facciata serrata. Ma quello che vidi non mi piacque del tutto (intonaco non finito, polvere e altre approssimazioni). Fui severa nel post del mio blog, lo ammetto, e lui mi scrisse un commento in cui precisava e concludeva: «La 'spazzatina', comunque, l'abbiamo fatta, lo confesso, ma chi scrive effettivamente non è una buona cameriera. Non occorreva inciampare nel tappeto, perché la polvere era ben in evidenza in alto sul lucernaio. La documentazione riportata è relativa, purtroppo, solo al dieci per cento dei danni oggi ben visibili e molto più gravi...». Ringraziandolo per il commento gli dicevo che non volevo fare «Festa la guastafeste per contrappasso del mio cognome, ma sollecitare uno sguardo complessivo e complesso». «Per questo», aggiungevo «se fosse necessario per il futuro del Filangieri, mi ritenga a sua disposizione come giornalista (con la penna) e come cittadina (con la scopa)». E lui, precisando la sua identità: «Sono Umberto Bile, curatore del riallestimento del Museo Filangieri e, per vocazione, cameriera fallita». «Piacere» risposi «Un Folletto a rate (con sottoscrizione popolare o fondi istituzionali) non si nega a nessuno». Di quel Folletto poi ridemmo quando di riapertura ne portò a casa un'altra prestigiosissima, quella dei Girolamini cui il suo nome resterà nobilmente legato. Intitolargli una sala del complesso sarebbe cosa giusta e nobile. LO PIANGE ANCHE IL MINISTRO BRAY - Un «professionista di straordinarie qualità». Parole del ministro dei Beni culturali e del turismo Massimo Bray che ricorda così Umberto Bile: «Con grande passione e competenza ha dedicato la sua vita all'impegno scientifico e culturale, lasciando un importante contributo nelle vesti di vicedirettore del Museo Nazionale di Capodimonte».Il 18 maggio scorso, lo stesso Bile aveva accompagnato il ministro in visita alla biblioteca dei Girolamini. DANIELE: LO CONSIDERO UNA VITTIMA DEL LAVORO - «È una grande perdita per la città». Così l'assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele ha commentato la morte di Bile Daniele ha ricordato «la passione e l'amore» che Bile ha sempre messo nel proprio lavoro. «Ci mancherà moltissimo - ha detto Daniele - e, in qualche misura, lo considero una vittima del lavoro per l'impegno che stava profondendo per recuperare l'immagine del Complesso dei Girolamini, profondamente deteriorata da quanto accaduto». Fatti che «hanno minato anche la credibilità della città. Umberto stava compiendo uno sforzo enorme, senza risparmiarsi e nostro compito è onorare la sua memoria e seguire il suo esempio». VONA: FUNERALI AI GIROLAMINI, NON FIORI MA FONDI PER RESTAURO - I funerali di Umberto Bile si terranno domani, venerdì, alle 10,30 nella chiesa dei Girolamini. Lo annuncia il soprintendente Fabrizio Vona: «L'ho proposto ai familiari che in un primo momento avrebbero preferito una cerimonia più privata, ma poi hanno accettato perché, mi hanno detto, Umberto ne sarebbe stato contento. In verità non so se uno dopo la morte provi interesse per i suoi funerali, ma si tratta una pratica consolatoria indispensabile, e quello è il luogo migliore. Tutti noi, qui in soprintendenza, abbiamo perso una persona meravigliosa, un lavoratore generoso e appassionato. Del professionista potrei dire a lungo, ma è l'uomo che ora ci manca. Lo conoscevo solo da anno e mezzo, ma la sua morte mi è sembrata una pugnalata alla schiena. Già quando fu distaccato da Capodimonte ai Girolamini, per il museo fu una perdita. Ha rivoltato il complesso monumentale di via Duomo completamente, ha messo a posto tele e trovato i soldi per i restauri. Anche per assecondare questo suo desiderio, la famiglia ha chiesto a tutti coloro che ne avessero avuto l'intenzione di non inviare fiori, ma fondi per il restauro e la manutenzione del Monumento Nazionale dei Girolamini». Le donazioni potranno essere fatte attraverso l'associazione Amici di Capodimonte con la causale: «Restauri per Umberto Bile». 01 agosto 2013