Il ministro Bray: «Si distacca dal polo di Napoli e avrà un manager per garantire il rispetto degli impegni» Pompei avrà una Soprintendenza speciale, con Ercolano e Stabia. L'ufficio del sito archeologico, oggi legato a Napoli (altro patrimonio culturale immenso e di complessa gestione) godrà quindi di una gestione dedicata, al pari degli altri due gioielli «minori» dell'area vesuviana, Ercolano e Stabia. Una necessità ben compresa dal ministro dei Beni culturali Massimo Bray che, dopo diversi sopralluoghi agli Scavi negli ultimi mesi, stamane ha annunciato a Palazzo Chigi: «Nascerà un Progetto Pompei per le iniziative di coordinamento fuori dal sito archeologico, ci sarà un direttore generale che garantirà il rispetto degli impegni relativamente ai bandi per Pompei che avrà una sua sovrintendenza speciale, con Ercolano e Stabia». DECRETO - Misure che rientrano nel decreto «Valore Cultura» presentato oggi dal governo. Quindi, riassumendo: La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia sarà separata dal polo museale di Napoli e Caserta dove nascerà la nuova Soprintendenza per i beni archeologici. Certo, se l'accorpamento implica in teoria, quasi sempre, una razionalizzazione delle risorse, è possibile che lo scorporo, la divisione in più uffici per il «controllo» dei tesori della provincia di Napoli potrebbe portare un aggravio di costi. «ESEMPIO DI TRASPARENZA» - Bray ha aggiunto, con un po' d'azzardo visto i proclami simili di tanti ministri negli ultimi anni: «Pompei sarà un esempio di trasparenza per fare del Mezzogiorno un esempio positivo». MESI DI PASSIONE - Finalmente notizie non negative per gli Scavi, da alcuni mesi vittime di una specie di nuvoletta fantozziana. Scioperi selvaggi, turisti scippati, addirittura la perdita, si spera momentanea, di una necropoli, che il Tar ha riassegnato alla precedente proprietaria dei suoli (un agrumeto). E ancora: lo show di Alessandro Siani, creato ad hoc per sostenere la causa Pompei, annullato per un abnorme pasticcio con i biglietti. La protesta delle guide regolari contro gli abusivi e a favore di controlli più efficaci da parte della Soprintendenza. Su tutto, l'ira dell'Unesco che ha paventato il passaggio in black list del sito archeologico per colpa di disservizi e ritardi nei lavori di restauro delle domus. IL «DIRETTORE GENERALE» - Bray ha parlato di direttore generale del Progetto Pompei. Figura con compiti precisi: «Dovrà definire le emergenze, assicurare lo svolgimento delle gare, migliorare la gestione del sito e delle spese». Lo stabilisce il decreto «Valore Cultura». Il direttore sarà l'amministratore unico del nuovo organismo Progetto Pompei, che avrà il compito di definire i tempi di realizzazione degli interventi e potrà ricevere donazioni ed erogazioni liberali. STRUTTURA TECNICA - Il direttore generale inoltre avrà il supporto di tecnici provenienti dall'amministrazione statale, per un massimo di 20 persone, e di 5 esperti in materia giuridica, economica, architettonica, urbanistica e infrastrutturale.