custoditi per secoli i resti della storia. Tante scoperte nel corso degli ultimi anni Gela. Per secoli i fondali del litorale di Gela sono stati "scrigno prezioso" per custodire i resti della sua storia. Ed una fetta di quel passato è riaffiorata nel 1988 quando il mare antistante contrada Bulala - a 2 chilometri dall'emporio greco - ha restituito due relitti di imbarcazioni di nave greca, uno dei quali è stato interamente recuperato nel 2008. Alla scoperta del relitto greco, di età arcaica, hanno contribuito sue subacquei che, proprio nel 1988, consegnarono al Museo Archeologico, alcuni materiali antichi che avevano recuperato nei fondali marini, nel tratto di mare antistante la costa di contrada Bulala. Al personale del Museo Archeologico, i due subacquei, tra le altre cose, consegnarono quattro arule fittili, un tripode bronzeo ed il frammento di una grande coppa a figure nere. Un materiale di notevole importanza che diede l'input prima alla soPRintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento - all'epoca competente sul territorio della giurisdizione nissena, e poi a quella di Caltanissetta, ad una serie di ricerche subacquee che portarono alla scoperta di un'imbarcazione affondata ad 800 metri dalla costa e giacente ad una profondità di 45 metri, con la prua rivolta verso il mare aperto. Così si giunse all'individuazione della nave di età arcaica (500-480 a. C.) affondata per le cattive condizioni del mare prima di raggiungere Gela e di lasciare il carico commerciale trasportato da vendere in città. La nave - lunga 21 metri e larga 7 - era stata costruita con la tecnica antichissima della cucitura dei legni con fibre vegetali. Qualche anno dopo è stata scoperta la seconda nave, più piccola e databile al V sec. a. C. La scoperta del secondo relitto risale al 1990. Anche in questo caso, alla sua scoperta contribuì un subacqueo. Una prima ricerca fu intrapresa nel 1995 e fu tesa ad accertare la presenza di resti lignei al di sotto delle pietre. I saggi di scavo portarono all'individuazione di una porzione delle tavole del fasciame ed al recupero di una piccola olpe globulare e di due frammenti ceramici acromi. Il relitto, pur contenendo reperti degli inizi del V sec. a. C., è databile al terzo venticinquennio dello stesso secolo. La seconda nave giace di fronte al tratto di costa di Gela dove sorge l'insediamento in mattoni crudi scoperto a Bosco Littorio identificato con l'emporio dell'antica colonia prossimo sia alla foce del fiume Gela, ma anche ad un punto del litorale che, per la sua naturale rientranza, poteva costituire un facile punto di approdo per le navi. Durante i lavori di costruzione del gasdotto libico nei pressi della foce del fiume Dirillo è stato individuato un altro relitto di età greca. Di un quarto sono state trovate tracce a Bulala qualche anno fa. 31072013
SICILIA - I fondali autentici scrigni preziosi
Nel 1988, il mare antistante la contrada Bulala, a 2 chilometri dall'emporio greco, ha restituito due relitti di imbarcazioni di nave greca, uno dei quali è stato interamente recuperato nel 2008. I subacquei hanno consegnato al Museo Archeologico materiali antichi, tra cui quattro arule fittili, un tripode bronzeo e il frammento di una grande coppa a figure nere. Questi materiali hanno portato a una serie di ricerche subacquee che hanno scoperto un'altra nave affondata ad 800 metri dalla costa, con la prua rivolta verso il mare aperto. La nave è stata datata al 500-480 a.C.
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