Viaggiare virtualmente nella Pompei di duemila anni fa, usando tecnologie multimediali grazie alle quali si potrà confrontare il sito antico con quello attuale: è quanto promette il progetto «Fortuna Visiva di Pompei», nato dalla collaborazione tra Arcus, la Soprintendenza archeologica di Pompei e la Scuola Normale di Pisa. Una volta completato, il progetto che ha avuto un finanziamento complessivo di quattrocentocinquantamila euro e andrà a regime entro un massimo di tre anni consentirà, collegandosi al sito della soprintendenza, di navigare nell'area archeologica di Pompei così com'è oggi, ma anche di ricostruire l'evoluzione degli scavi e dei lavori confrontando le immagini di oggi con quelle di ieri. «Il sito archeologico di Pompei ha fatto notare ieri nel corso della presentazione a Roma Salvatore Settis, preside della Normale di Pisa è ricco di dati difficili da diffondere, e non solo gli specialisti, ma tutti i cittadini del mondo, devono poterli conoscere. Per questo il sito web, oltre a essere ricco, dovrà essere di facile consultazione». L'archivio visivo e testuale, ha spiegato ancora Settis, andrà connesso a un supporto topografico, costituito da un Gis (Gengraphical Information System), fornito dalla stessa Soprintendenza, per contestualizzare topografìcamente i monumenti trattati. L'archivio informatizzato, fulcro del progetto, la piattaforma Gis e la biblioteca delle opere, costituiscono i tre nodi principali intorno ai quali si articolerà il progetto.
Un viaggio virtuale a Pompei
Il progetto Fortuna Visiva di Pompei, finanziato con 450.000 euro, mira a creare un'esperienza di viaggio virtuale nella città antica. Grazie a tecnologie multimediali, gli utenti potranno confrontare le immagini di oggi con quelle di duemila anni fa. Il progetto, che si terrà entro tre anni, consentirà di navigare nell'area archeologica di Pompei e di ricostruire l'evoluzione degli scavi e dei lavori. L'archivio visivo e testuale sarà connesso a un supporto topografico Gis, che fornirà contestualizzazione topografica dei monumenti. Il progetto sarà completato con una piattaforma Gis e una biblioteca delle opere.
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